Vendredi 2 mai 2008 5 02 /05 /Mai /2008 10:04
 

Altro tema chiave è quello del culto della “dea madre”, che sarebbe stato sostituito dal Cristianesimo (si suppone sempre nella sua forma cattolico-romana) attraverso una capillare opera di censura dei testi. Anche questa è una affermazione ardita e di difficile dimostrazione.

 

Non è impossibile azzardare l’ipotesi che vi sia stata una fase della storia dell’umanità europea e mediterranea in cui sono esistiti culti delle “dee madri”, anche se in questa forma si trovano solamente testimonianze scultoree che risalgono a un periodo che va dal Paleolitico all’Età del Bronzo (25.000-2.000 a.C.): dato che queste statuette sono collocate in luoghi diversi (tombe, focolari) - e per definizione la preistoria è un periodo storico che precede la scrittura! - è difficile capire se queste testimoniassero una “religione” e quali forme questa avrebbe potuto avere.
La questione della “Dea Madre” è complessa e ben attestata nel mondo antico Mediterraneo, anche se la molteplicità dei nomi non è sempre indice di chiarezza e può far pensare più a una sovrapposizione di culti di personaggi simili che a una reale identità della divinità: Ishtar per gli Accadi, Artemide-Diana ad Efeso, Afrodite-Venere a Cipro, Demetra ad Eleusi o Bellona a Roma sono la stessa dea con molti nomi diversi oppure al contrario diverse culture hanno pensato a dee diverse? L’esempio della vicenda di Iside può essere emblematico: in Egitto è
legata a un complesso mito simbolico: figlia di Nut, dea del Cielo, e di Geb, dio della Terra, sposa di Osiride; il marito viene ucciso da Seth, dio del deserto, ma poi risorge grazie alle virtù erotiche della stessa Iside.
E’ la madre di Horus, il dio fanciullo che appare in numerose rappresentazioni in braccio ad Iside che lo allatta. Osiride si reincarna in Horus, nato dall'unione con Iside dopo la resurrezione.
La triade Iside, Osiride ed Horus rappresenta la continuità della vita, la vittoria sulla morte, la vita oltre la morte.
Con l'avvento della
dinastia tolemaica (323 a.C.) il suo culto si diffuse in tutto il Mediterraneo (come prototipo anche iconografico del rapporto madre-figlio).
Si trovano testimonianze del culto di Iside ad Atene, a Titorea presso Delfo (dove si trovava il più sacro dei santuari greci di Iside), in molti centri della Grecia, nelle isole dell'Egeo (in particolare a Delo), in Asia Minore, in Africa settentrionale, in Sicilia, in Sardegna, in Spagna, in Italia (soprattutto in Campania a Pompei, Pozzuoli, Ercolano), in Gallia e in Germania.
A Roma il culto ebbe un grande successo: verso l'88 a
.C. era in funzione a Roma un collegio di pastophori, una confraternita di sacerdoti che portavano nelle processioni piccole edicole con le immagini divine.I seguaci di Iside, appartenenti a tutte le classi sociali, furono coinvolti nelle lotte politiche e sociali degli ultimi tempi della Repubblica                                                                   
Il Senato ordinò la distruzione di templi, altari e statue della dea nel 58, nel 54, nel 50 e nel 48 a.C; dopo la battaglia di Azio (31 a.C.) e la morte di Cleopatra (69 a.C.-30 a.C.) e di Antonio (81 a.C.-30 a.C.) le persecuzioni contro i culti greco-egiziani ripresero.Nel 28 a.C. Augusto (63 a.C.-14 d.C.) proibì il culto di Iside
entro il recinto sacro della città (pomerium); nel 19 d.C. Tiberio fece demolire il tempio di Iside e gettare nel Tevere la statua della dea. Ma nonostante tutte le avversità il culto riprese ben presto vigore.
Caligola (12-41), pronipote di Augusto e di Antonio, costruì un grande tempio dedicato ad Iside in Campo Marzio: l'Iseo Campense. Claudio (10 a.C.-54 d.C.), Nerone (37-68) e Vespasiano (9-79) diedero il loro appoggio al culto della dea. Vespasiano, prima di festeggiare insieme al figlio Tito la vittoria sugli ebrei ribelli, trascorse una notte di preghiera nell'Iseo per ringraziare la grande dea. Nel 71 venne coniata una medaglia con
l'Iseo Campense.

Nel secondo secolo d.C. Roma divenne il centro della religione di Iside: divenne la sacrosanta civitas secondo la denominazione di Apuleio nelle Metamorfosi.
Adriano (76-138) volle costruire nella sua villa imperiale di Tivoli un Canopo in miniatura culminante in un Serapeo. Nel 126 inaugurò un santuario dedicato ad Iside a Luxor. Nel 127 fece costruire ad Ostia un Iseo.
Commodo (161-192) si fece rasare come un pastoforo. Le monete del suo tempo lo mostrano in compagnia di Iside e di Serapide.
Caracalla (188-217) riammise il culto isiaco entro i confini sacri della città di Roma.
La religione della grande dea raggiunse il suo apogeo: Diocleziano (245-316), che regnò fino al 305 d
.C. quando decise di abdicare, costruì probabilmente l'Iseo della III Regio (quartiere) di Roma. Fece coniare molte monete con la dea Iside.
Due solenni festività legate a Iside venivano celebrate nell'Impero Romano: il
Navigium, o vascello di Iside, il 5 marzo e l'Inventio di Osiride, dal 29 ottobre al 1° novembre.

 Nel 431 i vescovi cristiani riuniti ad Efeso, la città sacra alla dea Artemide, una delle manifestazioni della Grande Madre, decretarono in Concilio che Maria, madre di Gesù, dovesse essere chiamata Theotokos, Mater Dei, Madre di Dio, l'antico titolo della dea Iside.Questa cronologia mostra come se il culto fu contrastato lo fu per ragioni complesse e diverse e non solo dai cristiani; anzi, la polemica protestante anti-mariana ritiene che a partire dal Concilio di Efeso del 431 - ma soprattutto nella teologia cattolico romana che a partire dal 1854 ha elaborato una serie di dogmi   come l’“immacolata concezione” (cioè che la Madonna è stata concepita nel seno della sua madre senza la macchia del peccato originale- “Ineffabilis Deus” Papa  Pio IX,  8 Dicembre 1854) - l’eccessivo ruolo di Maria sia semmai uno “sdoganamento” del culto della Dea Madre, non la sua morte definitiva.
Dal Concilio di Efeso in poi le Madonne, dèe Madri, cominciano a proliferare. Cuiriosa è la versione della Madonna Nera, molto più diffusa di quello che si può credere (Loreto,Oropa,Sovereto, Montovolo, Czestochowa, Montserrat, Guadalupe etc etc.), che riprende i tratti dell'originale Artemide e Iside. 

 Nel 536 l'imperatore Giustiniano (483-565) ordinò la chiusura dell'ultimo tempio di Iside, situato nell'isola di File sul Nilo ai confini con la Nubia e lo fece trasformare in una chiesa cristiana.

Ma cosa ne pensa la Bibbia?  Naturalmente il culto della dèa Madre era rigettato sia dagli antichi ebrei che dai più moderni cristiani. Gesù era ebreo, come erano ebrei i suoi dicepoli, e le pagine dei Vangeli non riportano l'integrazione di tale culto nella dottrina cristiana. A Gesù non venne mai in mente di deificare sua madre, e in nessuna parte del nuovo testamento vi è detto che Maria poteva intercedere presso Dio a favore di chi le dedicava una preghiera.
Gesù non trattò mai male sua madre Maria, comunque non la coniderò mai una dea.
"Mia madre e i miei fratelli ono questi che odono la parola di Dio e la mettono in pratica" (Luca 8.21)
Cristo considerava i suoi discepoli importanti come i suoi parenti. Aveva rispetto per sua madre terrena, ma non la coniderava più di ciò che era.
"Quando venne a mancare il vino la madre di Gesù gli disse:"Non hanno vino". Ma Gesù le disse:"Che ho a che fare con te donna? Non è ancora giunta la mia ora" (Giovanni 2.4).
Rispose in questo modo perchè alle donne non era lecito avvicinarsi al banchetto degli uomini, e che quella donna fosse sua madre non faceva alcuna differenza.
La verità è che Maria era solo una donna che fu favorita da Dio, il quale, vedendo lo spirito puro della persona, le permise di partorirgli uo figlio, il futuro Messia. Fu "beata" e benedetta" da Dio. Ma questi due vocaboli non sono titoli o onoreficenze, vogliono significare soltanto che quella donna era nelle grazie di Dio, e che lui aveva deciso di favorirla.


 

Par marco aru
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Vendredi 2 mai 2008 5 02 /05 /Mai /2008 09:58
 PREDICANDO CHE L’UOMO SIA INVASO DA UN’ANIMA CHE SOPRAVVIVE ALLA MORTE LE CHIESE SI SONO VISTE COSTRETTE A DARE A TALE ANIMA UNA COLLOCAZIONE. SE PER L’ANIMA DEI MALVAGI SI POTEVA LIBERARE LA PROPRIA FANTASIA DANDO SFOGO ALLE PIU’ TERRIBILI PARANOIE UMANE (TORTURA ETERNA NEL FUOCO), PER L’ANIMA DEI BUONI BASTAVA SOLO EQUIVOCARE LA BIBBIA IN ALCUNI PASSI, E IL GIOCO, O IL RIMEDIO, ERA STATO TROVATO.

LA BIBBIA PARLA SPESSO DEL PARADISO. E’, IN EFFETTI, LA RICOMPENSA PER CHI E’ RIMASTO FEDELE A DIO. MA COS’E’ IL PARADISO? E’ LA TRADUZIONE DI UNA SEMPLICE PAROLA: GIARDINO.

“INOLTRE, YHWH DIO PIANTO’ UN GIARDINO IN EDEN, VERSO ORIENTE, E VI POSE L’UOMO CHE AVEVA CREATO” (GENESI 2:8).

IL PARADISO FU CREATO, PIANTATO, DA DIO PER L’UOMO, E FU PIANTATO SULLA TERRA.  NON V’E’ PASSO BIBLICO CHE CITANDO IL TERMINE “PARADISO” SI RIFERISCA AI CIELI, CHE HANNO GIA’ UNA LORO DENOMINAZIONE; REGNO DEI CIELI. NON PARADISO. IL PARADISO E’ SEMPRE TERRESTRE, E IL SUO PROTOTIPO E’ L’EDEN. EPPURE CRISTO PARLA DI ASCESA AI CIELI PER ALCUNI DISCEPOLI. CHI SONO? E TUTTE LE ALTRE PERSONE CHE FINE FARANNO?

GESU’ DIFFERENZIA QUESTI DUE GRUPPI DI CRISTIANI PARLANDO DEL “PICCOLO GREGGE” E DELLE “ALTRE PECORE”.

NON AVER PAURA PICCOLO GREGGE PERCHE’ IL PADRE MIO HA APPROVATO DI DARVI IL REGNO” (LUCA 12:32) E  ANCORA:”IO SONO IL PASTORE ECCELLENTE; IL PASTORE CEDE LA SUA ANIMA PER LE PECORE…..E HO ALTRE PECORE, CHE NON SONO DI QUESTO OVILE (CIOE’ DEL “PICCOLO GREGGE”), ANCHE QUELLE DEVO CONDURRE, ED ESSE ASCOLTERANNO LA MIA VOCE” (GIOVANNI 10:11-16).

QUESTE FRASI, CRUCIALI PER TUTTI I CRISTIANI, VENGONO SPIEGATE DALL’APOSTOLO GIOVANNI NELL’APOCALISSE:

E VIDI UN ALTRO ANGELO CHE ASCENDEVA DAL SOL LEVANTE, IL QUALE AVEVA IL SIGILLO DELL’IDDIO VIVENTE, E GRIDO’ AD ALTA VOCE AI QUATTRO ANGELI AI QUALI ERA STATO CONCESSO DI DANNEGGIARE LA TERRA E IL MARE, DICENDO: NON DANNEGGIATE NE’ LA TERRA NE’ IL

 

MARE NE’ GLI ALBERI, FINCHE’ NON ABBIAMO SUGELLATO GLI SCHIAVI DEL NOSTRO DIO SULLA FRONTE. E UDII IL NUMERO DI QUELLI CHE ERANO STATI SUGELLATI; CENTOQUARANTAQUATTROMILA SUGELLATI DA OGNI TRIBU’ DEI FIGLI D’ISRAELE………DOPO QUESTE COSE VIDI, ED ECCO, UNA GRANDE FOLLA, CHE NESSUN UOMO POTEVA NUMERARE, DI OGNI NAZIONE E TRIBU’ E POPOLO E LINGUA, CHE STAVANO IN PIEDI DINNANZI AL TRONO E DINNANZI ALL’AGNELLO, VESTITI DI LUNGHE VESTI BIANCHE; E NELLE LORO MANI C’ERANO RAMI DI PALME. E CONTINUAVANO A GRIDARE AD ALTA VOCE: LA SALVEZZA LA DOBBIAMO AL NOSTRO DIO, CHE SIEDE SUL TRONO, E ALL’AGNELLO” (APOCALISSE 7:2-10).

ANCHE L’APOSTOLO GIOVANNI, DOPO CRISTO, FA UNA DISTINZIONE FRA QUESTI DUE GRUPPI DI PERSONE, SPECIFICANDO CIO’ CHE ERA STATO GIA’ DETTO DA GESU’: LA GRANDE FOLLA, CHE SI SUPPONE ESSERE COMPOSTA DA TUTTI I CRISTIANI CREDENTI E REDENTI, E IL PICCOLO GREGGE, I 144.000 SUGELLATI. NON TUTTI I BUONI VANNO IN CIELO, MA SOLO QUESTI 144.000. IL CAPITOLO 14 DELL’APOCALISSE RIVELA CHE I 144.000 “COMPRATI SULLA TERRA”  SONO INSIEME ALL’AGNELLO SUL MONTE SION. AL 12 CAPITOLO DELLA LETTERA DELL’APOSTOLO PAOLO AI CRISTIANI EBREI EGLI CONTRAPPONE L’ESPERIENZA VISSUTA DAGLI EBREI SUL SINAI A QUELLA DEI CRISTIANI CHE SI SONO “ACCOSTATI AL MONTE SION E ALLA CITTA’ DEL’IDDIO VIVENTE, LA GERUSALEMME CELESTE, E A MIRIADI DI ANGELI, IN GENERALE ASSEMBLEA, E ALLA CONGREGAZIONE DEI PRIMOGENITI CHE SONO STATI ISCRITTI NEI CIELI”.

E’ DUNQUE OVVIO CHE PER QUANTO SI DICA CHE I 144.000 SONO STATI COMPRATI SULLA TERRA, IL CONTESTO NON LI DESCRIVA SULLA TERRA MA NEI CIELI, ACCANTO ALL’AGNELLO, GESU’ CRISTO (APOCALISSE 14:3-4). BENCHE’ SI DICA CHE I 144.000 SIANO 12.000 PROVENIENTI DALLE 12 TRIBU’ D’ISRAELE,  APPARE CHIARO CHE QUESTA SIA UN’ISRAELE SPIRITUALE E NON CARNALE, CHE INCLUDE SIA EBREI CHE NON EBREI, E CHE VA, PROBABILMENTE, A RIEMPIRE UN VUOTO DI ANGELI LASCIATO DALLA RIBELLIONE DI ALCUNI CHE DECISERO DI UNIRSI A SATANA.  PERCHE’ LA PROMESSA DI DIO E’ LA RESURREZIONE SULLA TERRA, DOVE RIMANGONO I RESUSCITATI, TUTTA “LA GRADE FOLLA” MENZIONATA DA GIOVANNI.

“I GIUSTI STESSI POSSEDERANNO LA TERRA, E RISIEDERANNO SU DI ESSA PER SEMPRE” (SALMI 37:29), SCRISSE IL RE DAVIDE.

“FELICI SONO QUELLI D’INDOLE MITE, POICHE’ EREDITERANNO LA TERRA” (MATTEO 5:5) DISSE GESU’ CRISTO.

NON RENDIAMO VANA LA PROMESSA DI RESURREZIONE.

“SE ORA SI PREDICA CHE CRISTO E’ STATO DESTATO DAI MORTI, COME MAI ALCUNI FRA VOI DICONO CHE NON C’E’ RESURREZIONE DAI MORTI? SE, IN REALTA’, NON C’E’ RESURREZIONE DAI MORTI, NEMMENO CRISTO E’ STATO DESTATO. MA SE CRISTO NON E’ STATO DESTATO, LA NOSTRA PREDICAZIONE E’ CERTAMENTE VANA, E LA NOSTRA FEDE E’ VANA. INOLTRE SIAMO ANCHE TROVATI FALSI TESTIMONI DI DIO, PERCHE’ ABBIAMO RESO TESTIMONIANZA CONTRO DIO CHE EGLI HA DESTATO IL CRISTO CHE TUTTAVIA NON HA DESTATO SE I MORTI NON SONO REALMENTE DESTATI. POICHE’ SE I MORTI NON SONO DESTATI NEMMENO IL CRISTO E’ STATO DESTATO. INOLTRE, SE CRISTO NON E’ STATO DESTATO LA VOSTRA FEDE E’ INUTILE, VOI SIETE ANCORA NEI VOTRI PECCATI

IN EFFETTI ANCHE QUELLI CHE SONO MORTI UNITI A CRISTO SON PERITI. SE ABBIAMO SPERATO IN CRISTO SOLO IN QUESTA VITA SIAMO I PIU’ MISEREVOLI DI TUTTI GLI UOMINI” (1CORINTI 15:12-19).

SI, I VERI CRISTIANI CREDONO NELLA RESURREZIONE, NON NELL’ANIMA IMMORTALE CHE VA IN PARADISO. NESSUNO, FINO AD OGGI, E’ ASCESO AL CIELO.

“NESSUN UOMO E’ ASCESO AL CIELO SE NON COLUI CHE E’ DISCESO DAL CIELO, IL FIGLIO DELL’UOMO” (GIOVANNI 3:13), DISSE GESU’.

QUANDO CRISTO PROMETTE AL LADRONE PENTITO CHE SAREBBE ENTRATO NEL PARADISO, STA PARLANDO DELLA TERRA, NON DEI CIELI, CHE CRISTO HA SEMPRE CHIAMATO “REGNO DEI CIELI”. E SOPRATUTTO

NON GLI STA PROMETTENDO UNA RESURREZIONE IMMEDIATA, MA FUTURA. “VERAMENTE IO TI DICO OGGI TU SARAI CON ME IN PARADISO”, PUO’ ANCHE VENIR TRADOTTO, COME ALCUNE BIBBIE FACEVANO NELL’ANTICHITA’, “OGGI VERAMENTE TI DICO TU SARAI CON ME IN PARADISO”, CHE E’ PIU’ CONSONA A TUTTO IL TEMA BIBLICO. PERCHE’? PERCHE’ IN REALTA’ NEMMENO GESU’ SALI’ AL CIELO NELL’ATTIMO IN CUI SPIRO’.

RIMASE TRE GIORNI NELL’ADES, LA TOMBA, IN ATTESA DI RESURREZIONE, E “NESSUN UOMO E’ MAI ASCESO AL CIELO SE NON COLUI CHE DISCENDE DAL CIELO, IL FIGLIO DELL’UOMO, E’ CONFERMATO DALLE PAROLE DELL’APOSTOLO PAOLO:

“COMUNQUE CRISTO E’ STATO ORA DESTATO DAI MORTI, PRIMIZIA DI TUTTI QUELLI CHE SONO MORTI” (1CORINTI 15:20), CIOE’, IL PRIMO AD ESSERE RESUSCITATO, AL QUALE MOLTI, MA SOLO IN SEGUITO, SI SAREBBERO AGGIUNTI. ALCUNI IN CIELO SOTTO FORMA DI CORPO SPIRITUALE E PARTE DEI 144.000, GLI ALTRI, MA SOLO I MERITEVOLI, SULLA TERRA, SOTTO FORMA DI CORPO CARNALE.

LA GLORIA DEL SOLE E’ DI UNA SORTA, QUELLA DELLA LUNA DI UN’ALTRA SORTA, QUELLA DELLE STELLE DI UN’ALTRA SORTA ANCORA.; INFATTI UNA STELLA DIFFERISCE DA UN’ALTRA STELLA IN GLORIA. E COSI’ E’ NELLA RESURREZIONE; E’ SEMINATO NELLA CORRUZIONE E’ DESTATO NELL’INCORRUZIONE; E’ SEMINATO NEL DISONORE E’ DESTATO NELLA GLORIA; E’ SEMINATO NELLA DEBOLEZZA E’ DESTATO NELLA POTENZA; E’ SEMINATO CORPO FISICO E’ DESTATO CORPO SPIRITUALE. SE C’E’ UN CORPO FISICO CE N’E’ ANCHE UNO SPIRITUALE. COSI’ E’ ANCHE SCRITTO: IL PRIMO UOMO ADAMO DIVENNE ANIMA VIVENTE. L’ULTIMO ADAMO DIVENNE SPIRITO VIVIFICANTE” (1CORINTI 15:41-45).

MA LA “GRANDE FOLLA”, LA MAGGIOR PARTE DEI RESUSCITATI CHE ABITERANNO LA TERRA, NON SARA’ PIU’ ABBANDONATA A SE’ STESSA. L’APOCALISSE DESCRIVE I MALVAGI COME PERSONE CHE NON POSSONO STARE IN PIEDI DAVANTI ALL’AGNELLO DURANTE LA FINE (APOCALISSE 6:15-17). CHI PUO’ STARE IN PIEDI DAVANTI ALL’AGNELLO? TUTTI COLORO CHE SARANNO RESUSCITATI. ALCUNI VI STARANNO  LETTERALMENTE, I 144.000 SUGELLATI, ALTRI, “LA GRANDE FOLLA”, SOLO FIGURATIVAMENTE. DOVE?  SULLA TERRA, DOVE “DIO SPIEGA SU DI LORO LA SUA TENDA E LI GUIDA VERSO LE ACQUE DELLA VITA ASCIUGANDO OGNI LACRIMA DAI LORO OCCHI” (APOCALISSE 7:15-17).

QUESTI SONO INVITATI DA GESU’ CRISTO E DALLA SUA SPOSA, I 144.000 SUGELLATI FACENTI PARTE, ADESSO, DELLA “DONNA CELESTE”, A BERE L’ACQUA DELLA VITA ETERNA.  

Par marco aru
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Vendredi 2 mai 2008 5 02 /05 /Mai /2008 09:44

 

L’ATTO CON CUI GESU’ APRE IL SUO MINISTERO TERRENO ALL’ETA’ DI VENTINOVE ANNI E MEZZO E’ IL BATTESIMO. GIOVANNI LO IMMERSE NELLE ACQUE DEL GIORDANO E YAWEH MANDO’ SU DI LUI LO SPIRITO SANTO. ED EGLI DIVENNE MESSIA, L’UNTO, IL PRESCELTO.

IL BATTESIMO E’ L’ATTO PIU’ IMPORTANTE DI OGNI RELIGIONE. OGNI CITTADINO APPARTIENE ALLA RELIGIONE DALLA QUALE E’ STATO BATTEZZATO. E’ RAGIONEVOLE PENSARE, DUNQUE, CHE LA PARTECIPAZIONE AL RITO DEBBA ESSERE UNA SOLENNITA’. CHI HA IL DIRITTO-DOVERE DI ESSERE BATTEZZATO? NELLA BIBBIA NON VI E’ UN SOLO ESEMPIO DI BAMBINI BATTEZZATI. PERCHE’? “PIETRO DISSE LORO:’PENTITEVI, E CIASCUNO DI VOI SI BATTEZZI NEL NOME DI GESU’ CRISTO PER IL PERDONO DEI VOSTRI PECCATI” (ATTI 2:38) SI, IL BATTESIMO PRESUME PENTIMENTO. COME FA UN NEONATO A PENTIRSI? E POI, DI COSA DOVREBBE PENTIRSI?  IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE “L’UDIRE LA PAROLA”, “L’ACCOGLIERE DI CUORE LA PAROLA” E IL “PENTIRSI” PRECEDANO IL BATTESIMO IN ACQUA (ATTI 2:14,22,38,41) E CHE IL BATTESIMO COMPORTI UNA DECISIONE SOLENNE DA PARTE DEL SINGOLO INDIVIDUO, E’ CHIARO CHE QUESTI DOVREBBE ESSERE ALMENO IN ETA’ DI UDIRE, COMPRENDERE, CREDERE E PRENDERE TALE DECISIONE. TUTTE AZIONI CHE UN NEONATO NON PUO’ METTERE IN ATTO. LO STESSO CRISTO SI BATTEZZO’ IN ETA’ ADULTA, QUESTO DOVREBBE SERVIRE DA ESEMPIO.

E’ VERO CHE CRISTO DISSE “LASCIATE CHE I BAMBINI VENGANO A ME”, MA NON FURONO BATTEZZATI (MATTEO 19:13,15). GESU’ LI BENEDISSE, E NULLA INDICA CHE PONENDO SU DI LORO LA MANO COMPISSE UN RITO RELIGIOSO.

I RITI RELIGIOSI, E LA LORO PARTECIPAZIONE, SONO IL CULMINE DELL’EUCARESTIA, O “UNIONE D’INTENTI”. OGGI IL BATTESIMO, LA COMUNIONE, LA CRESIMA, SONO DIVENTATI RITI DI TRADIZIONE. PERSA LA RAGIONE VALIDA, PRIMARIA, LI SI COMPIE SOLO PERCHE’ I GENITORI E I NONNI PORTANO CON SE’ TRADIZIONI ANTICHE E MOLTO SPESSO ARCAICHE. NEL VANGELO DI MARCO SI LEGGE:” COSI’ RENDETE LA PAROLA DI DIO SENZA VALORE A CAUSA DELLA VOSTRA TRADIZIONE CHE AVETE TRAMANDATO”. NON C’E’ NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO CHE PARTECIPARE A RITI RELIGIOSI ESTRANEI AL PROPRIO CULTO SOLO PER FARE UN PIACERE AI PARENTI O A QUALCHE AMICO. NON C’E’ EUCARESTIA, COMUNIONE D’INTENTI. E’ ANCHE ILLOGICO. SE QUEL RITO NON VI APPARTIENE E LO CONSIDERATE SBAGLIATO E’ DELETERIO PARTECIPARVI.

ALTRA COSA SONO ALCUNE FESTIVITA’. IL PARTECIPARE AD UN COMPLEANNO, AL NATALE O A QUALCHE ALTRA FESTIVITA’ (PER I VERI CRISTIANI E’ ESCLUSA LA PASQUA) E’ SOLO QUESTIONE DI COSCIENZA. SE CHI E’ CON VOI VUOL DARE A QUELLA GIORNATA IL SIGNIFICATO CHE PIU’ GLI AGGRADA FACCIA PURE, PER VOI RESTERA’ COMUNQUE UNA GIORNATA QUALSIASI A PATTO CHE CHI E’ CON VOI NON VI COSTRINGA AD UN RITO CHE QUELLA GIORNATA, IL POSTO O LO STATO D’ANIMO NON RICHIEDE. SE PER VOI IL NATALE E’ CIO’ CHE E’ SEMPRE STATO FIN DAGLI ALBORI DELL’ANTICHITA’ (CIOE’ UN BACCANALE), NON SARA’ SICURAMENTE IL VOSTRO VICINO DI PANCA A FARVI CAMBIARE IDEA. E VOI, NATURALMENTE, NON LA FARETE CAMBIARE A LUI. DEL RESTO NESSUNO POTRA’ CONTESTARVI ALCUNCHE’. IL NATALE, PRIMA CHE I CATTOLICI SE NE IMPOSSESSASSERO, ERA GIA’ FESTEGGIATO DAGLI ANTICHI ROMANI COME “SATURNALI”, IL SOLE NASCENTE DEL DIO MITHRA.

 

COME DIRE, IL COMPLEANNO DI UN DIO PAGANO. E OGGI? NON E’ CAMBIATO NULLA, SI FESTEGGIA IL DIO PAGANO DEL DENARO. PARTECIPARE AL NATALE NON E’ COME PARTECIPARE AD UN RITO RELIGIOSO, MA SOLTANTO AD UNA RICORRENZA ( CHI VUOLE PUO’ CHIAMARLA “SATURNALI”, ALTRIMENTI “NATIVITA’”) CHE RESTA, COMUNQUE, PAGANA. DEL RESTO, FRA GLI STUDIOSI,  CHE GESU’ NON SIA NATO IL 25 DICEMBRE E’ PACIFICO. MA COME SIAMO FINITI A FESTEGGIARE QUEL GIORNO IL SUO COMPLEANNO? POLITICA ECCLESIASTICA. PER CONQUISTARE LE POPOLAZIONI PAGANE LA CHIESA CATTOLICA PRIMITIVA (NON IL CRISTIANESIMO PRIMITIVO CHE E’ ALTRA COSA) SANTIFICO’ MOLTE CREDENZE PAGANE; IL CULTO DEI MORTI, IL NATALE, LA DEVOZIONE MARIANA ETC ETC.  

 

Par marco aru
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Dimanche 27 avril 2008 7 27 /04 /Avr /2008 10:43
 

                                  L’INFERNO

QUANDO IN UNA QUALSIASI STORIA, O MEGLIO ANCORA IN UN LIBRO, S’INSERISCE UN ELEMENTO ESTRANEO, LA STORIA, O IL LIBRO, REAGISCE RIGETTANDOLO, E COSTRINGENDO L’AUTORE DELL’INSERIMENTO  SPURO E PLAGIARIO A GIUSTIFICATIVI SALTI MORTALI.

PROPRIO CIO’ CHE ACCADDE ALLA CRISTIANITA’. INSERENDO LA  CREDENZA NELL’IMMORTALITA’ DELL’ANIMA, E ASSURGENDOLA A DOTTRINA DI FEDE DALLA QUALE NON SI PUO’ PRESCINDERE, FU NECESSARIO DARE ALLA SUDDETTA ANIMA UNA DESTINAZIONE. NON FU MOLTO DIFFICILE TROVARLA. I POPOLI PAGANI DENTRO LE CUI MAGLIE SOCIETARIE VIVEVANO QUESTI CRISTIANI APOSTATI AVEVANO LA RISPOSTA PRONTA DA MILLENNI. E ALLORA PERCHE’ NON ADOTTARLA NELLA NUOVA DOTTRINA PSEUDO-CRISTIANA?  L’INFERNO ERA LI’, BELLO E PRONTO PER ESSERE INSERITO, FORZANDO PASSI E TRADUCENDO FANTASIOSAMENTE ALCUNI VOCABOLI, FRA LE PAGINE BIBLICHE. YHWH RISULTEREBBE UN DIO MALVAGIO CHE TORMENTA GLI UOMINI IN UN INFERNO DI FUOCO PER L’ETERNITA’, ANCHE SE HANNO FATTO IL MALE PER POCHI ANNI SULLA TERRA? PEGGIO PER LUI.  PERCHE’ QUESTA E’ LA DOTTRINA DELL’INFERNO DI FUOCO; ALLA MORTE DELL’UOMO MALVAGIO DIO MANDA LA SUA ANIMA ALL’INFERNO PER ESSERE TORMENTATA IN ETERNO, COMPIENDO UN ATTO DI ESTREMA INGIUSTIZIA, PERCHE’ L’UOMO, SEPPUR FOSSE CARICO D’ODIO, DI CATTIVERIA E DI MALVAGITA’, NON POTREBBE METTERLE IN PRATICA SULLA TERRA CHE PER POCHI ANNI, SI’, ANCHE SE QUESTI FOSSERO TUTTA LA SUA VITA, CHE CONFRONTO ALL’ETERNITA’ E’ UN SOFFIO DI VENTO. MA YAHEH NON E’ COSI’ INGIUSTO, SONO GLI UOMINI A RENDERLO INGIUSTO AGLI OCCHI DEL MONDO, ALTRIMENTI NON RIUSCIREBBERO A GIUSTIFICARE LE LORO DOTTRINE ERRATE.

ALCUNE BIBBIE TRADUCONO TERMINI COME “SHE’UL”, EBRAICO, ADES, GRECO, GHEENNA GRECO, RENDENDOLI  “INFERNO”.
E’ UNA TRADUZIONE ESATTA? COS’ERANO QUESTI POSTI?

QUANDO SATANA SI MISE A TENTARE L’IRRIDUCIBILE GIOBBE PER FARGLI RINNEGARE DIO COPRENDOLO DI PIAGHE E MALATTIE DOLOROSE, EGLI PREGANDO YAHWEH DISSE:

“OH MI NASCONDESSI TU NELLO SHEOL, MI TENESSI CELATO FINCHE’ SI RITRAGGA LA TUA IRA. MI STABILISSI UN LIMITE DI TEMPO E TI RICORDASSI DI ME” (GIOBBE 14:13)

LE SUE SOFFERENZE ERANO COSI’ ENORMI CHE GIOBBE PREGAVA DIO DI FARLO MORIRE.  “MI NASCONDESSI TU NELLO SHEOL”. DOVE VOLEVA ESSERE NASCOSTO GIOBBE PER PORRE FINE ALLA SUA SOFFERENZA PREFERENDO ADDIRITTURA LA MORTE? NELLO SHEOL. MA SE LO SHEOL E’ L’INFERNO EGLI SAREBBE STATO TORMENTATO ANCOR DI PIU’!

GIOBBE CREDEVA NELLA RESURREZIONE.

“MI STABILISSI UN LIMITE DI TEMPO E TI RICORDASSI DI ME. SE UN UOMO ROBUSTO MUORE PUO’ EGLI TORNARE A VIVERE? TUTTI I GIORNI DEL MIO SERVIZIO OBBLIGATORIO ASPETTERO’. FINCHE’ VENGA IL MIO SOLLIEVO. TU CHIAMERAI, E IO STESSO TI RISPONDERO’”

(GIOBBE 14:13,14)

 DOVE SAREBBE STATO  GIOBBE QUANDO YAHWEH LO AVREBBE CHIAMATO? DA DOVE AVREBBE RISPOSTO? DALLO SHEOL. COS’E’ LO SHEOL?

LA COMUNE TOMBA NELLA QUALE VA A FINIRE TUTTO IL GENERE UMANO.

IL PROFETA GIONA FU INCARICATO DA DIO DI ANDARE A PREDICARE IL PENTIMENTO AGLI ABITANTI DI NINIVE CHE ERANO PAGANI. EGLI, PRESO DALLA PAURA, FUGGI’ IN BARCA PER RIFUGIARSI ALTROVE. ALLORA YAHWEH LO FECE INGHIOTTIRE DA UNA BALENA. NEL VENTRE DELLA BALENA GIONA PREGA DIO PER ESSERE SALVATO:

“DALLA MIA ANGUSTIA CHIAMAI YAHWEH ED EGLI MI RISPONDEVA, DAL VENTRE DELLO SHEOL INVOCAI SOCCORSO. TU UDISTI LA MIA VOCE”  (GIONA 2:2).

YAHWEH ORDINO’ ALLA BALENA DI SPUTARE GIONA SULL’ASCIUTTO. MA A COSA PARAGONO’ GIONA IL VENTRE DELLA BALENA CHIAMANDOLO SHEOL? QUELLA PANCIA NON POTEVA CERTAMENTE ESSERE UN INFERNO DI FUOCO, MA POTEVA DIVENTARE LA SUA TOMBA.

L’INFERNO, CIO’ CHE TRADUCONO GLI APPARTENENTI ALLA SFERA DELLA CRISTIANITA’ PER SHEOL E ADES, NON E’ ALTRO CHE LA TOMBA, UN LUOGO DI INATTIVITA’.

“TUTTO CIO’ CHE LA TUA MANO TROVA DA FARE FALLO CON LA TUA MEDESIMA POTENZA, POICHE’ NON C’E’ LAVORO NE’ DISEGNO NE’ COSCIENZA NE’ SAPIENZA NELLO SHEOL, IL LUOGO AL QUALE VAI” (ECCLESIASTE 9: 10).

CHE ADES E SHEOL SIANO LA STESSA COSA E’ CONFERMATO DAL PARAGONE CHE FA PIETRO  USANDO LA PRIMA CHIAVE DONATAGLI DA GESU’. PARLANDO ALLE FOLLE DI GIUDEI A GERUSALEMME CITA IL SALMO DI DAVIDE DICENDO: “INOLTRE, ANCHE LA MIA CARNE RISIEDERA’ NELLA SPERANZA, POICHE’ NON LASCERAI LA MIA ANIMA NELL’ADES” (ATTI 2:26, 27).  ORA LEGGETE IL SALMO DI DAVIDE DOVE IL RE D’ISRAELE PREDICE LA RESURREZIONE DI CRISTO:
“INOLTRE, ANCHE LA MIA ANIMA RISIEDERA’ AL SICURO, PERCHE’ NON LASCERAI LA MIA ANIMA NELLO SHEOL” (SALMI 16:9, 10).

E’ CHIARO CHE QUESTE DUE PAROLE SONO LA TRADUZIONE PRECISA UNA DELL’ALTRA, E SIGNIFICANO UNA SOLA COSA: LO SHEOL E L’ADES SONO LA COMUNE TOMBA DI TUTTO IL GENERE UMANO. ALTRIMENTI DOBBIAMO PENSARE CHE DIO ABBIA MANDATO SUO FIGLIO ALL’INFERNO PER TRE GIORNI. QUESTO METTEREBBE LA CRISTIANITA’ NELL’IMBARAZZO PIU’ TOTALE, PERCHE’ VORREBBE DIRE CHE ALL’INFERNO CI VANNO ANCHE I GIUSTI, E CHE DIO RESUSCITA LE PERSONE DALL’INFERNO. MA L’INFERNO NON E’ UNA PUNIZIONE ETERNA? IN QUALSIASI MODO  VOI LA GIRIATE NON NE USCIRESTE VIVI. SE POI CONSIDERIAMO CHE L’APOSTOLO GIOVANNI SCRIVE:
E IL MARE DIEDE I MORTI CHE ERANO IN ESSO, E LA MORTE E L’ADES DIEDERO I MORTI CHE ERANO IN ESSI, E FURONO GIUDICATI INDIVIDUALMENTE SECONDO LE LORO OPERE. E LA MORTE E L’ADES FURONO SCAGLIATI NEL LAGO DI FUOCO. QUESTO SIGNIFICA LA SECONDA MORTE, IL LAGO DI FUOCO” LA MORTE DA CUI NON C’E’ RESURREZIONE (APOCALISSE 20:13,14). L’INFERNO DI FUOCO (TRADOTTO ALLA CATTOLICA) VIENE SCAGLIATO NEL LAGO DI FUOCO.

E COS’E’ UNA MATRIOSKA? UNA SCATOLA CINESE? NO. UNA TRADUZIONE ERRATA. MA QUALCUNO POTRA’ DIRE: E ALLORA COS’E’ LA GEENNA MENZIONATA NEI VANGELI?

 

QUESTO NOME, GEENNA, RICORRE NEI VANGELI 12 VOLTE IN TUTTO.  VIENE DALL’EBRAICO GEH INNOM E ANCHE SE NOLTI SI PRENDONO LA LIBERTA’ DI TRADURLO “INFERNO”, LA MAGGIOR PARTE DELLE TRADUZIONI DELLE SCRITTURE GRECHE PREFERISCONO TRASLITTERARLO IN GEENNA. MA COSA SIGNIFICA? “LA VALLE DI INNOM”. LA STRETTA E PROFONDA VALLE DI INNOM SI TROVA A SUD OVEST DI GERUSALEMME, ED OGGI CORRISPONDE AL WADI ER– RABABI (GE BEN INNOM) I RE DI GIUDA ACAZ E MANASSE VI PRATICARONO UN CULTO IDOLATRICO CHE INCLUDEVA SACRIFICI UMANI A BAAL FATTI MEDIANTE IL FUOCO (2CRONACHE 28:1,3– 33:1,6—GEREMIA 7:31,32—32:35). IN SEGUITO, PER IMPEDIRE CHE IN FUTURO SI FACESSERO COSE DEL GENERE, IL FEDELE RE GIOSIA FECE PROFANARE IL LUOGO IN CUI SI PRATICAVA IL RITO IDOLATRICO, SPECIE PER LA PARTE CHIAMATA TOFET (SECONDO LIBRO DEI RE 23:10).

“E SE IL TUO OCCHIO TI FA INCIAMPARE, CAVALO E GETTALO VIA DA TE; E’ MEGLIO PER TE ENTRARE CON UN OCCHIO SOLO NELLA VITA CHE ESSERE GETTATO CON DUE OCCHI NELLA GEENNA ARDENTE” (MATTEO 18:9).

GESU’ ASSOCIO’ IL FUOCO CON LA GEENNA, COME FECE ANCHE IL DISCEPOLO GIACOMO, UNICO SCRITTORE BIBLICO INSIEME A MATTEO, MARCO E LUCA AD AVER USATO QUESTO TERMINE (GIACOMO 3:6).ALCUNI COMMENTATORI ASSOCIANO QUESTO ASPETTO DELLA GEENNA CON I SACRIFICI UMANI CHE SI FACEVANO PRIMA DEL REGNO DI GIOSIA E, PARTENDO DA TALE PRESSUPPOSTO, SOSTENGONO CHE GESU’ ABBIA USATO LA GEENNA COME SIMBOLO DI TORMENTO ETERNO. TUTTAVIA, DAL MOMENTO CHE YAHWEH DIO AVEVA ESPRESSO AVVERSIONE PER UNA PRATICA DEL GENERE, “COSA CHE IO NON AVEVO COMANDATO E CHE NON MI ERA SALITA IN CUORE (GEREMIA 7:31—32:35), SEMBRA MOLTO IMPROBABILE CHE IL FIGLIO DI DIO, PARLANDO DEL GIUDIZIO DIVINO, ABBIA PRESO SPUNTO DA QUESTA PRATICA IDOLATRICA PER USARE IN MODO SIMBOLICO LA GEENNA. VA NOTATO CHE DIO AVEVA DECRETATO PROFETICAMENTE CHE  LA VALLE DI INNOM  DOVEVA SERVIRE COME LUOGO PER ELIMINARE IN MASSA CADAVERI E NON PER TORTURARE PERSONE VITTIME ANCORA IN VITA (GEREMIA 7:32,33—19: 2,6,7,10).

NEL LIBRO DI GEREMIA 31:40 SI DICE INFATTI CHE QUELLO ERA “IL BASSOPIANO DEI CADAVERI E DELLE CENERI GRASSE”, E CHE LA PORTA CHIAMATA “PORTA DEI MUCCHI DI CENERI” ERA QUELLA CHE SI APRIVA VERSO L’ESTREMITA’ EST DELLA VALLE DI INNOM NEL PUNTO IN CUI QUESTA SI CONGIUNGEVA COL BURRONE DEL CHIDRON (NEEMIA 3:13,14).

 E’ OVVIO CHE I TERMINI “CADAVERI” E “CENERI GRASSE” NON SI RIFERIVANO AI RESTI DEI SACRIFICI UMANI COMPIUTI ALL’EPOCA DI ACAZ E DI MANASSE, POICHE’ I CORPI COSI’ IMMOLATI ERANO CONSIDERATI SACRI DAGLI IDOLATRI, E NON SAREBBERO STATI ABBANDONATI NELLA VALLE (VEDI  ANCHE “ANTICHI RITI E ARCAICHE INIZIAZIONI”, J.L. MARTIN, PAG. 83) QUANTO DICHIARA LA BIBBIA A PROPOSITO DELLA GEENNA CONCORDA IN GENERE CON L’IDEA TRADIZIONALE DI FONTE RABBINICA ( IL NUOVO TESTAMENTO EBRAICO TRADUCE GEENNA CON “MUCCHIO DI IMMONDIZIE”) E DI ALTRE FONTI: LA VALLE DI INNOME ERA LA DISCARICA DI GERUSALEMME. GESU’ USO’ IL TERMINE “GEENNA” COME SIMBOLO DI DISTRUZIONE COMPLETA COME RISULTATO DEL GIUDIZIO AVVERSO DI DIO, SENZA POSSIBILITA’ DI RINASCITA ALLA VITA COME ANIMA VIVENTE (MATTEO 10:28—LUCA 12:4,5).  GLI SCRIBI E I FARISEI COME CLASSE ERANO MALVAGI E QUINDI SOGGETTI ALLA GEENNA (MATTEO 23:13,15,33) . PER EVITARE TALE DISTRUZIONE I SEGUACI DI GESU’ DOVEVA ELIMINARE QUALSIASI CAUSA D’INCIAMPO SPIRITUALE, “TAGLIARSI LA MANO O UN PIEDE”, O “CAVARSI UN OCCHIO”, CIOE’, FARLI FIGURATIVAMENTE MORIRE IN QUANTO AL PECCATO (MATTEO 18:9 MARCO 9:43,47 COLOSSESI 3:5). L’USO BIBLICO DELLA GEENNA COME SIMBOLO CORRISPONDE AL “LAGO DI FUOCO” DELLA APOCALISSE 20:14,15.

 

Par marco aru
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Dimanche 27 avril 2008 7 27 /04 /Avr /2008 10:30
 

UNA DELLE FEDI E DELLE PIU’ FORTI COMUNI CONVINZIONI E’ CHE IL NOSTRO CORPO SIA SOLO L’INVOLUCRO DI UNO SPIRITO INVISIBILE CHE ALLA MORTE FISICA ABBANDONA PER ANDARE IN UN DETERMINATO POSTO; SE SEI STATO BUONO IN CIELO, SE SEI STATO CATTIVO ALL’INFERNO (C’ERA ANCHE IL PURGATORIO MA E’ STATO ABOLITO DAL PAPA PER DECRETO).
UNO DEI PRIMI PASSI BIBLICI NARRATI NELLA GENESI RITENGO SIA UNO SPARTIACQUE FRA LA VERA RELIGIONE E LA FALSA. IL VERSETTO DICE:

“IL SERPENTE DICEVA ALLA DONNA:”E’ REALMENTE COSI’ CHE DIO HA DETTO CHE NON DOVETE MANGIARE DI OGNI ALBERO DEL GIARDINO?” (PRIMA MENZOGNA) A CIO’ LA DONNA RISPOSE:” DEL FRUTTO DEGLI ALBERI DEL GIARDINO POSSIAMO MANGIARE, MA IN QUANTO AL FRUTTO DELL’ALBERO CHE E’ NEL MEZZO DEL GIARDINO DIO HA DETTO: “NON NE DOVETE MANGIARE, NO, NON LO DOVETE TOCCARE AFFINCHE’ NON MUORIATE”. A CIO’ IL SERPENTE DISSE ALLA DONNA:” POSITIVAMENTE NON MORIRETE” (SECONDA MENZOGNA)”. (GENESI 3:1,4).

E’ INTERESSANTE NOTARE COME COLUI CHE ASSERIVA LA SOPRAVVIVENZA DELL’UOMO AL PECCATO ERA SATANA NON DIO.

QUANDO YAWEH DICE AD ADAMO ED EVA CHE DISUBBIDENDOGLI SAREBBERO MORTI, NON STA ASSERENDO CHE SAREBBERO ANDATI A VIVERE DA UN’ALTRA PARTE SOTTO UNA DIVERSA FORMA FISICA, MA CHE SAREBBERO SPARITI, NESSUNA PARTE DI LORO SAREBBE SOPRAVISSUTA ALLA TRASGRESSIONE. CHI ASSERIVA IL CONTRARIO ERA SATANA. QUELLE PAROLE, “VOI POSITIVAMENTE NON MORIRETE”, SICURAMENTE NON AVEVANO COME RIFERIMENTO ADAMO ED EVA, MA LE GENERAZIONI SUCCESSIVE.

LE PRIME NOTIZIE DI TALE DOTTRINA LE ABBIAMO GIA’ AGLI ALBORI  DELL’UMANITA’. “L’EPOPEA DI GILGAMESH”, DRAMMA SUMERO SCRITTO 3500 ANNI CIRCA PRIMA DI CRISTO. RACCONTA LE GESTA DI UTNAPISHIPTIM, ANTICO EROE BABILONESE CHE QUANDO MUORE VIENE TRAGHETTATO NELL’ALDILA’ DA URSANABI (PRATICAMENTE L’ILIADE SCRITTA 2000 ANNI PRIMA) ALLA RICERCA DELL’AMICO PERDUTO. GILGAMESH NON TROVERA’ L’AMICO E IN COMPENSO PERDERA’ LA VITA. MA LA CREDENZA NELL’ANIMA IMMORTALE DEVE AVERE ORIGINI ANCORA PIU’ LONTANE, DAL MOMENTO CHE NE “L’EPOPEA DI GILGAMESH” TROVIAMO GIA’  LE PRINCIPALI DOTTRINE CATTOLICHE COL LORO PENSIERO FINITO; TRINITA’, ADORAZIONE DEI MORTI (SANTI), VENERAZIONE MARIANA (ISHTAR), EUCARESTIA CON OSTIA , SEGNO DELLA CROCE ( LA CROCE ERA IL DIO TAMMUZ, RAPPRESENTATO DA UNA CROCE SPEZZATA) ETC ETC.

MOLTE DELLE ATTUALI DOTTRINE CRISTIANE SI RIFANNO AGLI ALBORI RELIGIOSI SUMERI. C’E’ DA CHIEDERSI: A COSA CREDEVANO GLI EBREI PRECURSORI DEL CRISTIANESIMO?

 

EZECHIELE, UNO DEI PRINCIPALI PROFETI EBREI, SCRISSE:

“COME IO VIVO”, E’ L’ESPRESSIONE DEL SOVRANO SIGNORE YAHWEH, “TUTTE LE ANIME APPARTENGONO A ME, COME L’ANIMA DEL PADRE COSI’ L’ANIMA DEL FIGLIO APPARTENGONO A ME . L’ANIMA CHE PECCA ESSA STESSA MORIRA’” (EZECHIELE 18:3,4)

SI’, L’ANIMA MUORE. E PERCHE’ MUORE?

“E YAHWEH DIO FORMAVA L’UOMO DALLA POLVERE DEL SUOLO E GLI SOFFIAVA NELLE NARICI L’ALITO DELLA VITA, E L’UOMO DIVENNE UN’ANIMA VIVENTE.” (GENESI 1:7)

IL SEGRETO E’ SVELATO: L’UOMO NON HA UN’ANIMA, L’UOMO E’ UN’ANIMA VIVENTE.  RIPROVA E’ CHE ANCHE GLI ANIMALI SONO ANIME (NUMERI 31:28– APOCALISSE 16:3– LEVITICO 24:18). L’ANIMA NON E’ IL NOSTRO “INVISIBILE ESSERE NOI STESSI”, PERCHE’ HA SANGUE E CARNE, SI CIBA E PUO’ MORIRE (GEREMIA 2:34– LEVITICO 7:18— EZECHIELE 18:4).

IL SAGGIO RE SALOMONE SCRISSE: “POICHE’ C’E’ UN’EVENTUALITA’ CIRCA I FIGLI DEL GENERE UMANO E UN’EVENTUALITA’ CIRCA LA BESTIA, E HANNO LA STESSA EVENTUALITA’. COME MUORE L’UNO COSI’ MUORE L’ALTRA, E TUTTI HANNO UN SOLO SPIRITO, COSI’ CHE NON C’E’ SUPERIORITA’ DELL’UOMO SULLA BESTIA. POICHE’ I VIVENTI SONO CONSCI CHE MORIRANNO, MA IN QUANTO AI MORTI NON SONO CONSCI DI NULLA. TUTTO CIO’ CHE LA TUA MANO TROVA DA FARE, FALLO CON LA TUA MEDESIMA POTENZA, PERCHE’ NON C’E’ LAVORO NE’ DISEGNO NE’ COSCIENZA NELLO SHEOL, IL LUOGO AL QUALE VAI” (ECCLESIASTE 3:19– 9:5, 10).
COME SI E’ VISTO GLI EBREI CREDEVANO CHE L’ANIMA MUORE, PERCHE’ L’UOMO STESSO E’ L’ANIMA DELL’UOMO. MA COSA CREDEVANO I CRISTIANI?

 

GESU’ DISSE AI SUOI DISCEPOLI CHE L’ANIMA MUORE.

“IO SONO IL PASTORE ECCELLENTE, E CONOSCO LE MIE PECORE E LE MIE PECORE CONOSCONO ME, COME IL PADRE CONOSCE ME ED IO CONOSCO IL PADRE, E  IO CEDO LA MIA ANIMA PER LE PECORE” (GIOVANNI 10:14,15).

PARLANDO ALLA FOLLA DELLE PRIORITA’ DEL CRISTIANO GESU’ DISSE:

“SE QUALCUNO VUOL VENIRE DIETRO A ME RINNEGHI SE STESSO, PRENDA IL SUO STAUROS E MI SEGUA DI CONTINUO. POICHE’ CHI VUOL SAL-VARE LA SUA ANIMA LA PERDERA’, MA CHI PERDE LA SUA ANIMA PER AMOR MIO E DELLA BUONA NOTIZIA LA SALVERA’. REALMENTE, CHE GIOVA A UN UOMO GUADAGNARE TUTTO IL MONDO SE PERDE L’ANIMA SUA?” (MARCO 8:34,36).

QUALCUNO, E MOLTI GRUPPI RELIGIOSI, CONFONDO L’ANIMA CON LO SPIRITO. LA BIBBIA FA RIFERIMENTO ALLO SPIRITO COME QUALCOSA CHE VIENE DA DIO (EZECHIELE 37:12,14) IL RE DAVIDE SPIEGA QUESTA DIFFERENZA:

“SE DISTOGLI LA TUA FACCIA SI TURBANO. SE TOGLI IL LORO SPIRITO SPIRANO, E TORNANO ALLA POLVERE.” E ANCORA: “NON CONFIDATE NEI FIGLI DEI NOBILI, NE’ NEL FIGLIO DELL’UOMO TERRENO A CUI NON APPARTIENE NESSUNA SALVEZZA. IL SUO SPIRITO SE NE ESCE, ED EGLI TORNA AL SUO SUOLO. IN QUEL GIORNO PERISCONO IN EFFETTI I SUOI PENSIERI”  .(SALMI104:29—146:3,4).

ALLA MORTE IL CONTROLLO DI QUESTA FORZA VITALE CHIAMATO “SPIRITO” TORNA A DIO CHE L’HA DATO (ECCLESIASTE 12:7)

CHE L’ANIMA MUOIA LO AFFERMA ANCHE L’APOSTOLO GIACOMO:

SAPPIATE CHE COLUI CHE CONVERTE UN PECCATORE DALL’ERRORE DELLA SUA VIA SALVERA’ LA SUA ANIMA DALLA MORTE” (GIACOMO 5:20)

CERTO, NON E’ FACILE RASSEGNARSI ALLA MORTE TERRENA, MA NOI DOBBIAMO DIVENTARE “FIGLI DELLA PROMESSA”, E LA PROMESSA DI DIO E’ LA RESURREZIONE  DAI MORTI, NON LA VITA IN UN’ALDILA’.

PAOLO NELLA LETTERA AI CRISTIANI DI ROMA DISSE: “IL SALARIO CHE IL PECCATO PAGA E’ LA MORTE”, E NON LA VITA IN UN ALDILA’ CHE NON ESISTE.

LA FEDE NELL’ANIMA IMMORTALE HA GENERATO, FRA LE ALTRE COSE, UNA SERIE DI CREDENZE, TUTTE PAGANE ED ESTRANEE AL CRISTIANESIMO PRIMITIVO, CHE ALLONTANANO SEMPRE PIU’ GLI UOMINI DALLA VERITA’ E DA DIO.

 

 

Par marco aru
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Dimanche 27 avril 2008 7 27 /04 /Avr /2008 10:18
 

                     L’ARCANGELO MICHELE

L’UNICO SANTO ANGELO OLTRE A GABRIELE MENZIONATO PER NOME NELLA BIBBIA, E’ IL SOLO CHIAMATO “ARCANGELO” (GIUDA 9). IL NOME RICORRE PER LA PRIMA VOLTA NEL DECIMO CAPITOLO DEL LIBRO PROFETICO DI DANIELE, DOVE SI LEGGE CHE MICHELE, DEFINITO “UNO DEI PRIMI PRINCIPI”, VIENE IN AIUTO DI UN ANGELO INFERIORE A CUI SI OPPONEVA “IL PRINCIPE DEL REAME DI PERSIA”. NELLE PAROLE RIVOLTE A DANIELE, MICHELE E’ CHIAMATO “IL VOSTRO PRINCIPE”, “IL GRAN PRINCIPE CHE STA A FAVORE DEI FIGLI DEL TUO  POPOLO”(DANIELE  10:13, 20, 21—12:1)

QUESTO VERSETTO INDICA CHE MICHELE ERA L’ANGELO CHE GIUDO’ IL POPOLO D’ISRAELE NEL DESERTO (ESODO 23:20,21,23—32:34—33;2) QUESTA CONCLUSIONE E’ CONFERMATA DAL FATTO CHE “L’ARCANGELO MICHELE EBBE UNA CONTROVERSIA COL DIAVOLO E DISPUTAVA INTORNO AL CORPO DI MOSE’ “ (GIUDA 9).

ORA, LEGGENDO ATTENTAMENTE LA BIBBIA NON SI PUO’ NON ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE A CUI GIUNSERO ANCHE I PADRI APOSTOLICI ERMA E PAPIA, E CIOE’ CHE L’ARCANGELO MICHELE ALTRO NON FOSSE CHE IL NOME DEL FIGLIO DI DIO PRIMA CHE QUESTI LASCIASSE IL CIELO PER DIVENTARE GESU’ CRISTO, NOME CHE RIASSUNSE QUANDO VI TORNO’.

MICHELE NELLA BIBBIA E’ L’UNICO AD ESSERE CHIAMATO “ARCANGE-LO” CHE SIGNIFICA “ANGELO CAPO” O “ANGELO PRINCIPALE”. TALE TERMINE RICORRE NELLA BIBBIA SOLO AL SINGOLARE. QUESTO SEMBRA INDICARE CHE DIO ABBIA DESIGNATO UNO SOLTANTO QUALE CAPO DELLE SCHIERE ANGELICHE.  NELLA LETTERA CHE L’APOSTOLO PAOLO MANDA AI CRISTIANI DI TESSALONICA LA VOCE DEL RESUSCITATO GESU’ VIENE DEFINITA “VOCE DI ARCANGELO” (TESSALONICESI 4:16).

CIO’ FA PENSARE CHE LUI STESSO SIA IN EFFETTI L’ARCANGELO. QUESTO VERSETTO LO DESCRIVE NELL’ATTO DI SCENDERE DAL CIELO CON “UNA CHIAMATA DI COMANDO”. E’ SOLO LOGICO DUNQUE CHE LA VOCE CHE ESPRIME QUESTA CHIAMATA DI COMANDO SIA DEFINITA CON UN TERMINE CHE NON SMINUISCA LA GRANDE AUTORITA’ DI CUI ORA E’ INVESTITO GESU’ CRISTO COME RE DEI RE E SIGNORE DEI SIGNORI. (MATTEO 28:18—APOCALISSE 17:14). SE IL TITOLO “ARCANGELO” NON FOSSE RIFERITO A GESU’ CRISTO MA AD ALTRI ANGELI, L’ESPRESSIONE “VOCE DI ARCANGELO” NON SAREBBE APPROPRIATA, SAREBBE UNA VOCE MENO AUTOREVOLE DI QUELLA DEL FIGLIO DI DIO.

MA CI SONO ANCHE ALTRI ELEMENTI CHE PERMETTONO DI AFFERMARE CHE MICHELE E’ EFFETTIVAMENTE IL FIGLIO DI DIO. IL PROFETA DANIELE, DOPO AVER MENZIONATO PER LA PRIMA VOLTA MICHELE  (DANIELE 10:13), MISE PER ISCRITTO UNA PROFEZIA DI GRANDE PORTATA CHE RIGUARDAVA ANCHE “IL TEMPO DELLA FINE” (DANIELE 11:40) E POI DICHIARO’: “ E DURANTE QUEL TEMPO SORGERA’ MICHELE, IL GRAN PRINCIPE CHE STA A FAVORE DEI FIGLI DEL TUO POPOLO (DANIELE 12:1).

 IL “SORGERE” DI MICHELE DOVEVA ESSERE ACCOMPAGNATO DA “UN TEMPO DI ANGUSTIA COME NON SE NE SARA’ FATTO ACCADERE DA CHE CI FU NAZIONE FINO A QUEL TEMPO” (DANIELE 12:1).  NELLE PROFEZIE DI DANIELE IL VERBO “SORGERE” SI RIFERISCE SPESSO ALL’AZIONE DI UN RE CHE ASSUME IL POTERE REGALE O AGISCE EFFETTIVAMENTE IN 

 

QUANTO TALE. (DANIELE 11:2,4,7,16b, 20,21). QUESTO CONFERMA LA CONCLUSIONE CHE MICHELE E’ GESU’ CRISTO, IN QUANTO GESU’ E’ IL RE NOMINATO DA YAHWEH DIO, INCARICATO DI DISTRUGGERE TUTTE LE NAZIONI AD HAR MAGHEDON (APOCALISSE 11:15– 16:14,16).

IL LIBRO DELL’APOCALISSE (O RIVELAZIONE 12:7,10,12) MENZIONA MICHELE IN RELAZIONE CON L’ISTITUZIONE DEL REGNO DI DIO, E COLLEGA TALE AVVENIMENTO CON GUAI PER LA TERRA.

“E SCOPPIO’ LA GUERRA IN CIELO: MICHELE E I SUOI ANGELI GUERREGGIARONO CONTRO IL DRAGONE, E IL DRAGONE E I SUOI ANGELI GUERREGGIARONO. E UDII UN’ALTRA VOCE NEL CIELO DIRE:”ORA SON VENUTI LA SALVEZZA E LA POTENZA E IL REGNO DEL NOSTRO DIO E L’AUTORITA’ DEL SUO CRISTO, PERCHE’ E’ STATO GETTATO GIU’ L’ACCUSATORE DEI NOSTRI FRATELLI (GIOBBE 2:1,7)…………. PER QUESTO MOTIVO RALLEGRATEVI O CIELI, E VOI CHE RISIEDETE IN ESSI. GUAI ALLA TERRA E AL MARE”.

GESU’ CRISTO E’ POI DESCRITTO COME CONDOTTIERO DEGLI ESERCITI CELESTI CHE GUERREGGIA CONTRO LE NAZIONI DELLA TERRA (APOCALISSE 19:11,16). CIO’ FAREBBE PRESAGIRE UN TEMPO D’ANGUSTIA, INCLUSO LOGICAMENTE “NEL TEMPO D’ANGUSTIA” CHE ACCOMPAGNA IL “SORGERE” DI MICHELE (DANIELE 12:1). POICHE’ IL FIGLIO DI DIO DOVRA’ COMBATTERE CONTRO LE NAZIONI, E’ SOLO RAGIONEVOLE  PENSARE CHE SIA LO STESSO CHE CON I SUOI ANGELI HA GIA’ COMBATTUTO CONTRO IL SOVRUMANO DRAGONE, SATANA IL DIAVOLO, E I SUOI ANGELI.

NELLA SUA ESISTENZA PREUMANA GESU’ E’ CHIAMATO “LA PAROLA” 

(GIOVANNI 1:1). AVEVA ANCHE IL NOME PROPRIO MICHELE. CONSERVANDO IL NOME GESU’ DOPO LA RESURREZIONE (ATTI 9:5), “LA PAROLA” SI IDENTIFICA COL FIGLIO DI DIO SULLA TERRA. RIPRENDENDO IL SUO NOME CELESTE MICHELE E IL SUO TITOLO (O NOME) “LA PAROLA DI  DIO

(APOCALISSE 19:13) SI RICOLLEGA CON LA SUA ESISTENZA PREUMANA.

LO STESSO NOME MICHELE, CHE SIGNIFICA “CHI E’ SIMILE A DIO”?, FA NOTARE CHE YAHWEH E’ SENZA UGUALI E CHE MICHELE, IL SUO ARCANGELO, CAPO DEGLI ANGELI, E’ IL SUO GRANDE SOSTENITORE O VENDICATORE.

IL SUO PIU’ GRANDE ATTO PERO’ LO FECE SCENDENDO SULLA TERRA E DANDO LA SUA VITA PER NOI. DOTTRINA DEL RISCATTO CHE AFFRONTEREMO IN UN ALTRO CAPITOLO. PER FARCI QUESTO DONO DOVEVA COMPIERE PRIMA L’ATTO SOLENNE DEL BATTESIMO. GESU’ NON SI BATTEZZO’ PER LAVARE I SUOI PECCATI (ANCHE PERCHE’ IL BATTESIMO NON TOGLIE ALCUN PECCATO ALLE PERSONE NORMALI, QUINDI COME POTEVA TOGLIERLO A COLUI CHE NON HA PECCATO?), MA PER PRESENTARSI A DIO COME ANIMA COSCIENTE DI FARE, O SFORZARSI DI FARE, LA SUA VOLONTA’.

 

Par marco aru
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Dimanche 27 avril 2008 7 27 /04 /Avr /2008 09:32
 

                                                            LA TRINITA’

PROIBIRE LA PRONUNCIA DEL NOME DI DIO HA GENERATO UNA SERIE DI CONSEGUENZE PIU’ O MENO SGRADEVOLI. UNA DI QUESTE E’ STATA LA CONFUSIONE CREATA SULLA SUA PERSONA, TANTO CHE HA GENERATO  MISTICISMO (VOCABOLO GRECO CHE STA PER FAVOLISMO), AGNOSTICISMO (FEDE IN UN DIO IMPERSONALE) E, ULTIMA  MA, COME VEDREMO, NON ULTIMA, LA DOTTRINA DELLA TRINITA’.

"Dio non può essere descritto in alcun modo" — Platone (padre della pagana trinità)

"La trinità stessa è un mistero o un 'sacro segreto'. Essa è incomprensibile e non può mai essere capita pienamente"— Dr. Walter Martin.

L’APOSTOLO PAOLO FECE UNA SANA PREMESSA: “DIO NON E’ UN DIO DI CONFUSIONE” (1 Corinti 14:33 )

Naturalmente, questo non impedirà allo scrittore summenzionato, assieme a B. Larson, R. Rhodes, James R. White ed altri, di tentare di spiegare l'inspiegabile. I suddetti scrittori useranno Scritture come Giovanni 1:1,18; 8:58; Atti 20:28; Romani 9:5; Ebrei 1:8 ecc.

Non avete mai notato che i dizionari biblici e la maggior parte delle enciclopedie religiose di erudizione e opere di consultazione non usano quelle Scritture? Come mai? Perché non dimostrano il dogma della trinità. Poiché per ottenere una trinità si ha bisogno di "TRE" persone.

Nelle Scritture suddette e in quasi tutti i cosiddetti testi "provanti la trinità", lo spirito santo è rappresentato in modo deplorevole. L'uso delle suddette Scritture è meno trinitario e più sabbelliano/modalista. Proprio come si evince da questa citazione del miope James R. White, "La Bibbia insegna che Gesù Cristo è il Verbo eterno, il Creatore di tutte le cose, l'Iddio potente, come il Credo niceno attesta concisamente, non c'è alcun cristianesimo in cui questa verità sia negata e possa essere messa in discussione". (The King James Only Controversy) [La  controversia del solo Re Giacomo]

Allora qual è questa "verità” del credo Niceno?

Fu nel 325 A.D. che a Nicea la dottrina della trinità fu imposta da Atanasio (che nel futuro avrebbe usato tattiche violente, tali da rendere orgoglioso perfino un criminale dei tempi moderni) in un Concilio che fu presieduto dall'imperatore Costantino, il quale, abbastanza ironicamente, reputava se stesso un Dio incarnato. (Costantino era un adoratore del Sole e fece una conversione al "cristianesimo" soltanto sul letto di morte). Le monete romane di quel tempo riportarono ancora l'immagine del dio Sole, malgrado la repentina adozione/conversione al cristianesimo. Molti dei partecipanti al Concilio di Nicea erano ostili alla dottrina della trinità e si erano schierati con Ario, che fu alquanto esperto ed efficace nel provare con le Scritture che il Figlio era separato e subalterno a Dio. Molto meno efficace era la teoria di Atanasio della homoousion (consustanzialità),cioè "della stessa  sostanza". Si potrà dire di avere 2 monete di rame homoousion, perché della stessa sostanza… ma non si potrà dirlo del Verbo (Logos) come di un secondo dio separato. Perfino dopo il Credo niceno, la dottrina della trinità fu al centro di accese dispute durate secoli.

 

 UNA BREVE STORIA DELLA CHIESA DOPO NICEA

325 AD — Costantino indice il Concilio di Nicea per stabilire una formulazione di fede che possa unificare la chiesa. Verrà scritto il Credo niceno che attesta "il Padre e il Figlio sono della stessa sostanza" (homoousios). L'imperatore Costantino, mentre presiedeva questo concilio, era anche il sommo sacerdote della religione pagana del Sole invitto.Secondo l'Enciclopedia Britannica "Lo stesso Costantino presiedette il concilio, guidando attivamente le discussioni e proponendo personalmente la formula cruciale della relazione di Cristo col Padre nel credo imposto nel concilio, cioè che il Figlio sia 'della stessa sostanza del Padre'".

La American Academic Encyclopedia [Enciclopedia accademica americana] dichiara:"Sebbene questo non fosse il primo tentativo fatto da Costantino di riconciliare le fazioni della cristianità, fu la prima volta che usò la carica imperiale per imporre una soluzione”.

Alla fine di questo concilio, Costantino si schierò con Atanasio contro Ario ed esiliò quest'ultimo in Illiria.

328 AD — Atanasio diventa vescovo di Alessandria.                                                           
328 AD — Costantino richiama Ario dall'Illiria.                                                                                 335 AD — Costantino adesso si schiera con Ario ed esilia Atanasio a Treviri.                                                     337 AD — Un nuovo imperatore, Costanzo, ordina il ritorno di Atanasio ad Alessandria.    
339 AD — Atanasio fugge da Alessandria prima di essere espulso.                                       
341 AD — Vengono indetti ad Antiochia due concili, durante i quali vengono scritte la prima, la seconda e la terza confessione ariana, iniziando un tentativo di formulare una formale dottrina di fede in opposizione al
Credo niceno.                                                            
343 AD — Al concilio di Sardi, i vescovi    orientali chiedono la destituzione di Atanasio.                                                                 
346 AD — Atanasio è reintegrato ad Alessandria.
351 AD — Secondo concilio antiniceno a Sirmio.                                                                                  353 AD — Concilio di Aeles contro Atanasio durante l'autunno.                                                  
355 AD — Concilio di Milano in cui si condanna nuovamente Atanasio.                           
356 AD — Atanasio è deposto l'8 febbraio, ed è esiliato per la terza volta.                            
357 AD — Terzo concilio di Sirmio, in cui si condanna la consustanzialità come dottrina non biblica e si adotta la risoluzione che il Padre è maggiore del Suo Figlio subordinato.                                                                                      359 AD — Concilio di Seleucia in cui si afferma che Cristo sia "uguale
al Padre", senza tuttavia specificare come il Figlio sia uguale al Padre.                                                          
361 AD — Concilio di Antiochia in cui si riaffermano le posizioni di Ario.                
380 AD — L'imperatore Teodosio il Grande dichiara la cristianità ufficiale religione di stato dell'impero.                                                     
381 AD — Primo concilio di Costantinopoli in cui si riesamina la controversia di Nicea. L'imperatore Teodosio il Grande ristabilisce il Credo niceno come dottrina ufficiale del suo regno, con l'aggiunta di clausole sullo Spirito Santo ed altre dottrine.

Se voi credete che Nicea formalizzò la prevalente dottrina della chiesa, allora non si sarebbe dovuto avere alcun conflitto. Perché? Se fosse la stabilita dottrina della chiesa, vi aspettereste che, conditio sine qua non per essere cristiani, si dovrebbe accettarla. Sarebbe come se io fossi stato un membro del partito comunista, consapevole che vi è bandita la proprietà privata e che dopo alcuni anni, qualcuno al potere decidesse di proporre la reintroduzione della proprietà privata e che nessun membro del partito si trovasse d'accordo: ne deriverebbe un conflitto. Qualcosa di simile è ciò che accadde nella chiesa. Quando una fazione della chiesa tentò di ufficializzare quello che non era l'insegnamento stabilito, ne derivò un più aspro conflitto.Si trattò principalmente di un tentativo di presa di potere da parte di certe fazioni della chiesa. La peggiore complicazione derivò dal coinvolgimento di imperatori. A Nicea fu Costantino a decidere l’esito. Quindi potete notare l’alternarsi di opinioni con l’esilio di Atanasio e il suo successivo reintegro a seconda di chi si trovava al potere. 
Inoltre nel 357 AD si è formulato che la consustanzialità non è una dottrina biblica e che il Padre è maggiore del Suo Figlio subordinato, completamente all'antitesi del Credo trinitario niceno. Nel 380 AD l'imperatore Teodosio dichiara la cristianità religione di stato. Si può pervenire alla conclusione che qualunque soluzione Teodosio avesse favorito, era la soluzione che doveva essere stabilita.
Questo è esattamente quanto accadde subito dopo.
Nel 381 AD la controversia fu definitivamente conclusa dall'imperatore che era in carica, Teodosio il Grande, che favorì la posizione nicena. Proprio come a Nicea, fu l'imperatore a decidere nuovamente l'esito. Gli imperatori decidevano la teologia della chiesa. Da allora in poi la gran differenza fu che non avvenivano più cambiamenti. Ormai la religione era divenuta di stato. Una volta divenuta tale, non poteva più cambiare il suo credo ogni pochi anni senza compromettere così la sua attendibilità come vera fede. La trinità si era consolidata come dottrina ortodossa, dato che lo stato era stato disposto a riaccreditarla. Tuttavia ci furono ancora altri anni di dispute.

"Questo popolo mi onora con le labbra, ma i loro cuori sono molto lontani da me. La loro adorazione è vana, poiché insegnano come dottrine comandi di uomini" (Matteo 15:8. )

In linea di massima, la chiesa trinitaria mise a tacere i dissidenti, trattando con perfidia chiunque fosse di mente aperta ed ogni libero pensatore. Nel 1670, Isacco Newton studiò tranquillamente la trinità e pervenne alla conclusione che la dottrina era stata imposta da Atanasio alla chiesa ingannevolmente, mentre Ario aveva avuto ragione, affermando altresì che la Bibbia aveva predetto l'avvento del trinitarismo ("questa strana religione di occidente", il culto di 3 dèi uguali) come l'abominazione della desolazione. — The Rise of Science and Decline of Orthodox Christianity. A study of Kepler, Descartes and Newton. (L’avvento della scienza e il declino della cristianità ortodossa. Uno studio di Keplero, Cartesio e Newton). Dopo Newton, altri come Matteo Tindal, John Toland, Gottfried Arnold, Georg Walch, Henry Noris e Hermann Samuel Reimarus sostennero l'arianesimo (unitarianismo) ed aprirono la strada alla critica.
È soltanto logico che le persone traggano la conclusione "Su cos'altro ci ha mentito la chiesa?" Questo condusse sfortunatamente alla maggiore critica della Bibbia nel XIX secolo, all'evoluzione di Darwin e alla morte di Dio di Nieztsche. Non era logico rimpiazzare una trinità politeistica, quando la stessa persona sarebbe diventata dio. Il Superuomo avrebbe sostituito Dio e dichiarato guerra ai vecchi valori cristiani. (Così parlò Zaratustra 1883) Poteva ciò
influenzare il messaggio di Cristo? Sì, se il messaggio si fosse annacquato. Albrecht Ritschl (1822-89) vedeva nella trinità una flagrante dottrina ellenistica che aveva corrotto il messaggio cristiano introducendo un alieno "strato di concetti metafisici, derivati dalla filosofia naturale dei Greci", che non aveva niente a che fare col primitivo cristianesimo. La dottrina trinitaria, infatti, è una delle credenze pagane più remote. A Babilonia c’erano Sin, Shamash e Ishtar. In Egitto Iside, Osiride e Horus. In India la Trimurti, composta da Brama, Shiva e Visnu. Ma praticamente tutto il mondo antico aveva le sue triadi, altrimenti Yahweh non avrebbe detto ad Israele che loro non sarebbero stati come i popoli vicini in quanto ad adorazione. Dio condannava la trinità, e così fece il popolo ebraico.
Gesù
era  ebreo.

E, come tutti gli ebrei, credeva nelle Sacre Scritture. Sapeva da dove veniva e cosa doveva fare.
"In verità vi dico; lo schiavo non è maggiore del suo padrone né colui che è stato mandato per una missione maggiore di colui che l’ha  mandato ” (GIOVANNI 13:16).  E ancora:” Il padre è maggiore di me” (GIOVANNI 14:28).

E’ lo stesso Gesù ad ammettere di non essere Dio Onnipotente, l’unico presciente che può tutto.

"Non spetta a me dire chi siederà alla mia destra e alla mia sinistra, ma spetta al Padre concederlo” (MATTEO 20:23).

Gesù non poteva sapere cosa Yahweh aveva in serbo per Lui e per l’umanità, perché non erano la stessa persona.
L’apostolo Giovanni mette per iscritto le visioni che Cristo gli fa avere:

 

“E all’angelo della congregazione che è a Laodicea scrivi: Queste son le cose che dice l’Amen, il Testimone Fedele e verace (Gesù), il principio della creazione di Dio” (Apocalisse 3:14).
Cristo, dunque, è stato creato da Dio, ed è per questa stessa ragione che non può essere lui. L’apostolo Paolo parlando ai cristiani di Corinto della resurrezione scrive:
“Poi, la fine, quando avrà (Cristo) consegnato il Regno al suo Dio e Padre, quando avrà ridotto a nulla ogni governo e ogni autorità e potenza. Poiché egli deve regnare finchè Dio non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. Come ultimo nemico sarà ridotta a nulla la Morte. Poiché Dio “ha posto tutte le cose sotto i suoi piedi”. Ma quando dice che sono state “sottoposte tutte le cose”, è evidente che è a eccezione di Colui che gli ha sottoposto tutte le cose. Ma quando tutte le cose gli saranno sottoposte, allora anche il Figlio stesso si sottoporrà a Colui che gli ha sottoposto tutte le cose, affinché Dio sia ogni cosa su tutti” (1Corinti 15:24,28).

Paolo sta dicendo ai cristiani che Gesù, nei cieli come nella terra, non solo è una persona distinta da Dio ma che è anche inferiore a Lui. Coerente con ciò che disse ai cristiani di Colosse:

“Egli (Cristo) è l’immagine dell’Invisibile Iddio, il primogenito di tutta la creazione” (Colossesi 1:15). Primogenito in quanto creato. Una persona creata è inesistente prima della sua creazione, ed è certamente inferiore a chi lo crea.

E’ ragionevole pensare che Yahweh Dio e Gesù Cristo siano persone diverse anche ragionando senza scritture. Cristo significa “L’Unto”. Nell’antico Israele in un rito di iniziazione si ungevano con olio sulla testa i Re e i Sacerdoti del Tempio. Era una specie d’incoronazione. Cristo incarnava le due figure, Re e Sacerdote, in una sola; Il Messia, o l’Unto del Signore. Ma chi ungeva? Sulla terra d’Israele la massima autorità:  un sacerdote approvato da Dio. Gesù fu unto da Yahweh stesso, che in quanto a massima autorità non deve competere con nessuno. Neanche con suo Figlio, Gesù l’Unto. E poi. La dottrina della Trinità, a detta degli stessi cattolici, protestanti e ortodossi, cioè coloro che ci credono, non è esplicita nella Bibbia, ma si può dedurre. E allora deduciamo. E’ ragionevole Pensare che Yahweh non spiegasse la propria natura al suo popolo? Fatto importantissimo dal momento che molti sarebbero stati chiamati a dare perfino la vita per lui. E’ ragionevole dedurre che Dio avesse lasciato il popolo cristiano a quattro secoli di dispute teologiche per decidere la sua natura? O forse un padre amorevole l’avrebbe spiegata subito e definitivamente ai propri figli? No. Yahweh solo è Dio Onnipotente, che ha dato suo figlio per la nostra salvezza. Un figlio creato per primo.

 

 

                                         

 

 

                        

 

Par marco aru
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Dimanche 27 avril 2008 7 27 /04 /Avr /2008 09:29
 

    IL NOME DI DIO E’ IMPORTANTE?

NEL MODELLO DI PREGHIERA CHE CRISTO CI INSEGNO’ EGLI MISE AL PRIMO POSTO LA “SANTIFICAZIONE” DEL NOME DI DIO. PADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI SIA SANTIFICATO IL TUO NOME”. YAWEH STESSO DIEDE COME PRIMA OPERA AD ADAMO IL COMPITO DI DARE UN NOME ALLE COSE DI CUI  IL SUO HABITAT ERA COMPOSTO. MOLTI CREDONO CHE IL NOME DI DIO SIA “DIO” O “SIGNORE”. QUESTI SONO SOLO ATTRIBUTI (DIO SIGNIFICA “POTENTE”) O AGGETTIVI. IN REALTA’ DIO HA SEMPRE AVUTO UN NOME PERSONALE COMPOSTO DA QUATTRO CONSONANTI (L’EBRAI-CO NON COMPRENDE VOCALI) DETTO TETRAGRAMMA:

QUESTA SPECIE DI ACRONIMO SI TRADUCE LETTERALMENTE   YHWH .

COMPARE NELL’ORIGINALE BIBLICO PIU’ DI 7000 VOLTE.

LA FORMA  PRONUNCIATA PER ESTESO E’ YAHWEH, RICONOSCIUTA DA MILLENNI. NONOSTANTE LE TRADUZIONI MODERNE ( A CAUSA DELLA TRADIZIONE IMPORTATA IN ISRAELE DURANTE L’OCCUPAZIONE GRECA SECONDO CUI IL NOME DI DIO NON DOVEVA ESSERE PRONUNCIATO ALL’INTERNO DEL TEMPIO, TRADIZIONE POI ESTESA ANCHE ALL’ESTERNO DEL TEMPIO, COSICCHE’ SI CESSO’ DEFINITIVAMENTE DI PRONUNCIARLO) LO ESTIRPINO VOLONTARIAMENTE DAGLI ORIGINALI, IL SUO NOME E’ COMUNQUE SOPRAVISSUTO  FINO AI NOSTRI GIORNI (PER ESEMPIO C’E IN OGNI BIBBIA UNA FORMA ABBREVIATA; “ALLELUJAH” ALTRO NON SIGNIFICA CHE “LODATE YAHWEH”).  E’ RAGIONEVOLE USARLO PERCHE’ CIASCUNO DI NOI E’ RICONOSCIBILE ATTRAVERSO IL SUO NOME PERSONALE, E IN QUESTI TEMPI DI DEI E SIGNORI NON SPECIFICARE IL NOME DEL DIO NEL QUALE SI CREDE E’ SINONIMO DI CONFUSIONE. ANCHE IL DIAVOLO E’ UN DIO E UN SIGNORE, LO RICONOBBE GESU’ STESSO.

SE UNA DETERMINATA PERSONA FA UNA GRANDE OPERA O UN ATTO DI GIUSTIZIA O QUELLO CHE VOLETE VOI, GLIE NE DAREMO ATTO SOLTANTO ATTRIBUENDO QUELL’OPERA AD UN VOLTO CON UN NOME PERSONALE, ALTRIMENTI QUELL’OPERA RESTEREBBE ANONIMA. “CHI HA FATTO LA GIOCONDA?”, SI DIRA’.  RISPOSTA:”UN SIGNORE”, OPPURE  “UN DIO DELLA PITTURA”. TALI RISPOSTE NON AVREBBERO RESO GLORIA A LEONARDO, E COL TEMPO SAREBBE STATO DIMENTICATO O, DIVERSAMENTE, RICORDATO COME  “DIO DELLA PITTURA” O “SIGNORE”. MA QUANTI PITTORI ESISTONO? ECCO, VERREBBE ASSOCIATO A TUTTI GLI ALTRI, ANCHE FRA I MEDIOCRI. CHE DEI E SIGNORI VE NE SIANO MOLTI LO RICONOBBE L’APOSTOLO PAOLO (1CORINTI 8:5,6). CHE YAHWEH SIA IL NOME DI DIO CE LO DICE IL LIBRO PER CUI CREDIAMO IN LUI (SALMI 83:18—ESO-DO 6:2,3— 3:15—ISAIA 42:8). GESU’ CI INSEGNO’ CHE LA SANTIFICAZIONE DEL NOME PERSONALE DI DIO E’ UNA PRIORITA’ PER IL CRISTIANO (MATTEO 6:9,10), E FECE CONOSCERE IL SUO NOME IN OGNI OCCASIONE (GIOVANNI 17:6,26– 5:43-12:12,13,28). PLINIO IL GIOVANE ACCUSO’ GESU’ DICENDO CHE RIUSCIVA A FARE MIRACOLI PERCHE’ SI ERA IMPOSSESSATO DEL NOME SEGRETO DI DIO. E’ RAGIONEVOLE PENSARE CHE GESU’ CONOSCESSE IL NOME DI SUO PADRE. CI SI PUO’ DEFINIRE CRISTIANI SOLO PROVANDO A SEGUIRE GLI INSEGNAMENTI DI CRISTO, E L’USO DEL NOME DI DIO, YAHWEH O GEOVA O JEOVA O JAVEH, E’ UNO DI QUESTI.

 

Par marco aru
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Dimanche 27 avril 2008 7 27 /04 /Avr /2008 09:25

                                 I sette tempi

 

Qualsiasi operazione numerologica ha un consolidamento, denominato “riscontro”, che comprova la sua esattezza (la prova del nove, l’inversione degli addendi, la somma del risultato e del sottratto eccetera). I “sette tempi”  biblici sono, prima di tutto,  un periodo di tempo nel quale Dio ha abbandonato l’uomo che non lo cerca al suo destino. Soltanto un’analisi, perspicacemente onesta, delle scritture rivela che questo periodo ha un’importanza cruciale per chi ha fede e tiene alla propria vita. Perché? Perché i “sette tempi” ci fanno capire quanto vicino sia il mantenimento della promessa di Dio. Ma qual è la promessa di Dio? Dio creò Adamo ed Eva anime perfette e gli disse di godere dell’intero creato per sempre, generando figli e dandogli uno spirito curioso che gli avrebbe permesso di evolvere la propria mente e la propria cultura (“E Yhwh Dio prendeva l’uomo e lo poneva nel giardino di Eden perché lo coltivasse e ne avesse cura” – “Ora Yhwh Dio formava dal suolo ogni bestia selvaggia del campo e ogni creatura volatile dei cieli, e le conduceva all’uomo per vedere come avrebbe chiamato ciascuna, e in qualunque modo l’uomo chiamasse l’anima vivente quello era il suo nome” – Genesi 2:15 e 2:19).

Ma poi l’uomo peccò, disubbidendo a Dio. Per Dio sarebbe stato facilissimo distruggerlo e rifarlo, magari schiavo che ubbidisse a Lui senza porre domande. Ma Dio non è un tiranno. Desidera essere amato dall’uomo liberamente, e non per costrizione. Fu per tale motivo che dotò l’uomo e la donna di libero arbitrio. Inoltre, Satana e i suoi demoni avrebbero potuto vedere e avere qualcosa da obiettare. Quindi Yhwh decise di concedere al Diavolo il tempo necessario per provare a Lui e a tutti gli angeli che erano rimasti fedeli che l’uomo non lo serviva perché lo amava ma per ciò che Dio gli dava( secondo capitolo di Giobbe). E’ questo il passo importantissimo. Il periodo concesso al Diavolo sono i “sette tempi”.

Nel ventunesimo capitolo del libro di Luca(nel libro di Matteo il ventiquattresimo) si legge delle profezie che Gesù fece parlando a quattro dei suoi discepoli. Dopo aver elencato una serie di catastrofi, naturali e non, Gesù continua”………..e cadranno sotto il taglio della spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; e Gerusalemme sarà calpestata dalle nazioni, finchè i tempi fissati delle nazioni non siano compiuti”.

“I tempi fissati delle nazioni”. Cosa sono? Ad una più approfondita analisi non è difficile capire che “i tempi fissati delle nazioni” altro non sono che “i sette tempi” citati dal libro profetico di Daniele. Nel corso dei secoli molti teologi ed esegeti hanno scrutato la Bibbia per vedere se Dio avesse dato all’umanità precise coordinate per far capire quando sarebbe arrivata “la fine”. Molti di questi hanno abbandonato tale sfida, altri credono di averla portata a termine. Parlando a quattro dei suoi discepoli sul monte degli Ulivi, Gesù disse che il “tempo della fine” avrebbe avuto una serie di caratteristiche inconfondibili con qualsiasi altro periodo storico. Quindi aggiunse:

“Notate il fico e tutti gli altri alberi; quando mettono i germogli, osservandoli, apete da voi stesi che l’estate è vicina, così anche voi quando vedrete avvenire tutte queste cose, sappiate che il Regno di Dio è vicino, veramente vi dico; questa generazione non passerà affatto finchè tutte queste cose non siano avvenute”.

Di quale generazione stava parlando Gesù? Se fosse la generazione di ebrei che perì col tempio nel 70 a.E.V. “i tempi fissati delle nazioni” sarebbero finiti lì. Invece continuarono. Quando Tito distrusse il tempio non accadde quasi nulla di tutto ciò che profetizzò Gesù (a parte l’erezione di una palizzata fatta dai romani per imprigionare dentro la città più abitanti possibili). Ma la profezia ha un adempimento più grande, è per il futuro, altrimenti l’apostolo Giovanni non avrebbe scritto, nel 96 D.C., nell’Apocalisse, e quindi 26 anni dopo la distruzione del tempio, che “la visione è ancora per il tempo fissato”. Quelle profezie riguardavano altri tempi, i nostri. Per capirlo bisogna leggere il quarto capitolo del libro di Daniele e rapportarlo all’Apocalisse.

Daniele riuscì a farci pervenire il racconto di un sogno che il re Nabucodonosor gli aveva narrato e che lo stesso re aveva fatto. Egli sognò di un grande albero alto fino al cielo. Questo albero rappresentava il dominio di Dio sulla terra, di cui la nazione d’Israele era l’immagine,

il legittimo rappresentante. L’albero viene tagliato e stretto in ceppi per impedirne la ricrescita, “finchè passino su di esso sette tempi stessi”. Questi “sette tempi” devono essere di vitale importanza per l’umanità visto che ne parla sia Gesù nei Vangeli sia Giovanni nell’Apocalisse. Come si calcolano? Da quale data bisogna partire?

Siccome le domande sono nella Bibbia è ragionevole pensare che ci siano anche le risposte. E infatti ci sono. Nell’Apocalisse i capisce che un tempo equivale a trecentosessanta giorni (Apocalisse 12:6_14). Nel versetto 14 si parla di una donna che rimane nel deserto dove viene nutrita per “un tempo, dei tempi e la metà di un tempo”. Il termine greco qui tradotto “dei” significa il minimo del plurale, e cioè due, per un totale di tre tempi e mezzo. Ora, basta confrontare Apocalisse 12:14 con Apocalisse 12:6, nel quale si dice che una donna fugge nel deserto dove viene nutrita per 1260 giorni, e dividendo tale numero in tre e mezzo, si capisce che un tempo è pari a trecentosessanta giorni. Non bisogna esere dei geni matematici per moltiplicare 360x7. Uguale: 2520 giorni. E’ vero, sono ancora pochi, meno di sette anni. Ma è qui che la cosa si fa interessante. In base a Numeri capitolo 14 versetto 34 un giorno vale un anno. Quindi abbiamo 2520 anni. Prova del nove?

I libri di storia ci dicono che verso il primo secolo in Israele c’era una grande aspettazione del Messia. Perché? Perché le profezie di Daniele erano accurate sia per quanto riguarda la distruzione del tempio, sia per quanto riguarda la venuta del Messia. Queste non possono essere che esatte, e non possono che riferirsi a quel preciso periodo storico. Daniele ci dice che la distruzione del tempio avverrà poco dopo la venuta e la morte del Messia.

“Dall’emanazione della parola di restaurare Gerusalemme fino al Messia il Condottiero, ci saranno sette settimane anche sessantadue settimane………” per un totale di sessantanove settimane (Daniele 9:25). “l’emanazione”, “la parola” di ricostruire Gerusalemme ed il suo tempio fu emanato dal re Artaserse nel 455 avanti Cristo, come dice il libro di Neemia:

“E avvenne nel ventesimo anno di Artaserse, nel mese di Nisan………”, il re diede il permesso agli ebrei di ritornare in patria. Da fonti secolari si sa che il re Artaserse cominciò a regnare nel 475 a.C. Aggiungendo 20 anni viene fuori la data del 455 a.C.

Ora, 69 settimane sono 483 giorni. Se in base alla regola biblica di Numeri 14:34 trasformiamo i giorni in anni cosa succede? Che abbiamo 455 anni da sottrarre ad altri 483 anni. Facendo questa operazione e tenendo conto che non esiste anno zero, viene fuori il 29 d.C. E quello fu proprio l’anno in cui Gesù si presentò da Giovanni per farsi battezzare, diventando il Messia. Daniele 9:27 aggiunge:

“Ed Egli deve tenere in vigore il patto per una settimana. E a metà della settimana farà cessare (con la sua morte) sacrificio e offerta di dono”.

Qui Daniele parla della morte di Gesù, che compì il suo ministero terreno in tre anni e mezzo, metà settimana, e alla fine della settimana, nel 36 d.C., Dio verso, alla Pentecoste, il suo spirito su apostoli e discepoli.

Ora, se questo conteggio si rivela esatto per la venuta del Messia e la distruzione di Gerusalemme e del suo tempio, perché non dovrebbe esserlo anche per “la fin del mondo”?

L’Apocalisse 12:7-10 ci dice che alla fine dei sette tempi Michele, che è il Gesù Cristo resuscitato, supportato dai suoi angeli, comincia a regnare in cielo dopo aver scacciato Satana e i demoni sulla terra. Cristo ha già cominciato a regnare? Sono finiti “i sette tempi”?

Nel libro di Edra si parla del re persiano Ciro il Grande. Da fonti secolari si a che Ciro conquistò Babilonia nel 539 a.C.. Se a questa data si aggiunge “…il primo anno di Ciro”, come si dice in Esdra 1:1, si arriva al 538 a.C.  Nel terzo capitolo di Esdra si dice che il popolo ebraico si riuniva dopo sette mesi a Gerusalemme, probabilmente verso la fine del 537 a.C.

Se a questa data aggiungiamo i 70 anni di esilio ebraico in Babilonia si arriva al 607 a.C. In quell’anno succede qualcosa a Gerusalemme. Ezechiele riporta i fatti nel 21esimo capitolo del suo libro, ai versetti 25 e 27. Nabucodonosor dopo aver conquistato Israele mise sul trono di Gerusalemme Sedechia, un suo parente, come capo di un governo fantoccio. Egli “sedeva come re sul trono di Yhwh”.  Nel 607 Sedechia si ribellò a Nabucodonosor col risultato di far portare in esilio anche gli ebrei che erano rimasti nel paese dopo la prima invasione babilonese. Prima di questo fatto Dio aveva annunciato qualcosa di veramente importante anche per noi oggi. Disse a Sedechia:

“Rimuovi il turbante e togli la corona. Questa non sarà la stessa……………..In quanto a questa certamente non diverrà di nessuno finchè non venga colui che ha il diritto legale e a lui la devo dare”.

La corona non doveva essere più la stessa perché non si sarebbe trattato di un’incoronazione terrena. “Colui che ha il diritto legale” era Gesù e sarebbe stato incoronato nei cieli da suo padre Yhwh. Poiché la nazione d’Israele rappresentava il trono di Dio sulla terra, come si dice in 1Cronache 29:23, quando il re Sedechia cadde non ci fu più nessuno a rappresentare Dio sulla terra. Attenzione: i sette tempi partono da quando Sedechia tolse la corona, nel 607 a.C.

Da quando cioè non ci fu più nessuna nazione che rappresentasse il Regno di Dio sulla terra.

Ora, se a quella data, 607 a.C.,  aggiungiamo i 2520 anni dei sette tempi, e calcolando che non esiste anno zero, si arriva al 1914. Tutti noi che siamo in vita sappiamo cosa accadde in quella data e dopo. Il mondo non fu più lo stesso. Non si erano mai conosciute guerre mondiali, bombe atomiche e missili a testata nucleare. Sì, stiamo vivendo il “tempo della fine”. Ricordi le parole di Gesù? La grande tribolazione, il segno della fine dei tempi.

“Questa generazione non passerà affatto”.

Di quale generazione parlava Gesù? Di quella nata nel 1914. Il mondo finirà prima che l’ultimo nato quell’anno muoia.

Par marco aru
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Dimanche 27 avril 2008 7 27 /04 /Avr /2008 06:56

A molti non cattolici, essendo nati e abitando in Italia, è capitato sicuramente di essere invitati ad un battesimo, comunione o cresima che sia. Molti, non tenendo particolarmente ai propri principi religiosi o non avendone affatto, accettano di parteciparvi, altri, non essendo cattolici, declinano l'invito. Io sono fra quest'ultimi.
Considerandomi (ma sarebbe più giusto dire "avendo la speranza") cristiano non cattolico ubbidisco alla Bibbia (l'intera Bibbia, che è formata anche dal Nuovo Testamento, Vangeli, Atti degli apostoli, Lettere e Apocalisse) e declino l'offerta.
Ultimamente mi è stato chiesto conto di queste mie scelte. Vado qui ad esporre le prove scritturali.
Il principio di ogni religione, non solo del cattolicesimo, è la comunione d'intenti, detta Eucarestia. I correligionari sono tali perchè facendo parte dello stesso gruppo religioso sono uniti in una sola mente, in un solo cuore, in un solo pensiero. Questi tre intenti compongono il credo comune di una congregazione.
Far parte di una religione, o comunque avere un pensiero religioso,  è una condizione estraniante, che è sempre sinonimo di rigetto per le altrui religioni.
E' giusto e normale che un non-correligionario partecipi a riti che non fanno parte integrante del suo credo?  Per Cristo e i primi cristiani non era giusto. L'apostolo Paolo, scrivendo ai cristiani greci di Corinto che non avevano ben presente come ci si dovesse comportare durante i riti pagani che i loro concittadini svolgevano in onore di Belial, disse:
"Non siate inegualmente associati con gli increduli ( per Paolo chi non faceva parte della congregazione cristiana era pagano e quindi non credeva). Poichè quale associazione hanno la giustizia e l'illegalità? O quale partecipazione ha la luce con le tenebre? Inoltre, quale armonia (l'Eucarestia, la comunione d'intenti) c'è fra il Cristo e Belial? O quale parte ha il fedele con l'incredulo? E quale accordo c'è fra il tempio di Dio e gli idoli?  Poichè noi siamo il tempio dell'Iddio vivente; come Dio disse:"Io risiederò fra loro e camminerò fra loro, e sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Perciò uscite di mezzo a loro e separatevi e cessate di toccare la cosa impura, e io vi accoglierò" .
("Corinti 2:16-17)
Ora, se una persona ritiene (come io ritengo) il Cattolicesimo soltanto un prolungamento ecumenico delle religioni pagane antiche travestito (male) da cristianesimo, è chiaro che tale religione è associabile a quei falsi dèi, come Belial, e che i riti ivi svolti altro non siano che riti pagani. Parteciparvi? e perchè? Io non condivido nulla di ciò che condividono loro. Avere in entrambi i casi una fede non è condividere qualcosa, e tantomeno condividere quella fede.
Paolo scrisse:
"Ora vi scrivo di cessar di mischiarvi in compagnia di qualcuno chiamato fratello che è .......idolatra" (1Corinti 5:11)
"Che cosa! Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il Regno di Dio? Non siate sviati!  Nè fornicatori, nè idolatri... ...........erediteranno il Regno di Dio" (1Corinti 6:9)
Naturalmente ognuno di noi ha amici e parenti che non hanno il nostro stesso credo, e non per questo è necessario non avere più a che fare con loro.
"Nella mia lettera vi scrissi di cessar di mischiarvi in compagnia di fornicatori, non volendo dire interamente con i fornicatori di questo mondo o con gli avidi i rapaci o gli idolatri. Altrimenti dovreste effettivamente uscire dal mondo" (1Corinti 5:9-10)
Ma esser tolleranti non significa farsi conquistare dalle idee altrui. Se per me una cosa sbagliata è sbagliata non diventa giusta perchè la fa mia madre, mio padre o mio fratello! E non vi prenderò mai parte!
La falsa religione  nel Vangelo e nelle Lettere è spesso associata all'idolatria, e l'idolatria è condannata da Dio forse più di ogni altra cosa. Dopo la morte di Cristo i primi cristiani raccomandavano a chi predicava il Vangelo di non vessare  i convertiti che non venivano dalla tradizione ebraica con inutili convenzioni riguardanti la Legge di Mosè. Ciònonostante faceva presente d'insegnare loro a rispettare alcune regole fondamentali anche per il cristianesimo. Fra queste c'era quella di fuggire l'idolatria: L'apostolo Giacomo disse:
"La mia decisione è di non turbare quelli delle nazioni che si volgono a Dio, ma di scrivere loro di astenersi dalle cose contaminate dagli idoli, dalla fornicazione e da ciò che è strangolato e dal sangue" (Atti 15:19-20)
In due parole: l'apostolo Giacomo raccomandava ai convertiti di non prendere parte alle cerimonie delle altre religioni, che comprendevano fornicazione, mangiare e farsi il bagno nel sangue, presentare offerte di dono ad altri dèi sottoforma di cibarie, quindi mangiare quello stesso cibo. Questo significa "contaminarsi con gli idoli".
A chi non è capitato di declinare l'invito ad un rito e sentirsi dire: "Beh, almeno vieni al ristorante". Come se il pranzo di nozze non faccia parte delle nozze! E' la seconda parte del rito, il festeggiamento per la riuscita. Ma se per le mie idee e il mio credo battezzare un bambino, o fargli fare la comunione o la cresima, in una religione che diconosco è sbagliato, come posso parteciparvi? Sarebbe un controsenso, una contraddizione. No, non sono cose che si fanno per fare un favore.
"Perciò, diletti miei, fuggite l'idolatria. Il calice  di benedizione che noi benediciamo, non è una partecipazione al sangue del Cristo? Il pane che noi rompiamo non è una partecipazione al corpo del Cristo? Quelli che mangiano i sacrifici non sono partecipi con l'altare?  Che dirò dunque? Che ciò che è sacrificato a un idolo sia qualcosa, o che l'idolo sia qualcosa? No, ma dico che le cose che le nazioni sacrificano le sacrificano ai dèmoni e non a Dio; e io non voglio che diveniate partecipi con i dèmoni. Voi non potete bere il calice di Dio e il calice dei dèmoni; non potete partecipare alla tavola di Dio e alla tavola dei dèmoni. O incitiamo Dio alla gelosia? Noi non siamo più forti di lui, vi pare?  Tutte le cose sono lecite, ma non tutte sono vantaggiose. Ogni cosa si può fare, ma non tutte le cose edificano.  Ciascuno continui a cercare non il proprio vantaggio ma quello altrui. Continuate a mangiare ogni cosa che si vende al macello, senza informarvi a motivo della vostra coscienza. Se qualcuno degli increduli vi invita e desiderate andarvi, mangiate di ogni cosa che vi è posta davanti, senza informarvi a motivo della vostra coscienza. Ma se qualcuno vi dicesse:"Questa è una cosa offerta in sacrificio", non ne mangiate a motivo di colui che vi ha avvertito e a motivo della sua coscienza. Perciò, sia che mangiate o che beviate o che facciate qualsiasi altra cosa, fate ogni cosa alla gloria di Dio. Astenetevi dal divenire causa d'inciampo sia ai giudei che ai greci che alla congregazione di Dio, come anch'io faccio piacere a tutti in ogni cosa, non cercando il mio proprio vantaggio, ma quello di molti affinchè siano salvati" (1Corinti 10: 14-33).
Da cristiano (ma sarebbe più giusto dire da uomo che vorrebbe un giorno diventare un buon cristiano) anche io ho a cuore la salvezza di tutte le genti, di ogni uomo e di ogni donna, perchè la mia stessa speranza è quella di essere salvato, inferentemente non desidero esser pietra d'inciampo per alcuno. Se mangi in una tavola imbandita in qualunque giorno dell'anno, ti basta non chiedere cosa rappresenta ciò che mangi e bevi. Questo non si può fare se sai di partecipare al banchetto in onore di una cerimonia religiosa, perchè già sai cosa quel cibo rappresenta; il festeggiamento per la buona riuscita di quel rito.



 

 

 

  banchetto romano , I Saturnali

Par marco aru
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